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“Non distruggete il Partito Democratico vastese”

Chi scrive non è mai stato iscritto al Partito Democratico di Vasto.
Forse perchè fin dai tempi della sua fondazione mi era apparso come la copia sbiadita postdemocristiana di un centrosinistra interclassista ma da noi sbilanciato a sinistra ed interessato piuttosto che ai problemi del popolo alla predominante tutela ed alle carriere dei suoi dirigenti , molti dei quali vivevano solo di politica.
Forse perchè già forti e chiari apparivano i segnali provenienti dalla nostra popolazione, abbandonata ed alla disperata ricerca di riferimenti credibili e di rappresentanti che fossero in grado di fornire verità e risposte concrete, non ai massimi sistemi ma almeno ai bisogni ordinari e semplici della vita quotidiana.
A livello locale, il civismo ragionato e libero, attento alle esigenze ed ai bisogni del popolo, ci era subito apparso come il solo sentiero da percorrere insieme a tutti quei cittadini nauseati e stanchi dei vecchi partiti, ma pronti ancora a contribuire ed a sostenere azioni serie di sviluppo e di progresso territoriale, da chiunque promosse.
Abbiamo percorso questo schema e, più volte, abbiamo tentato di collaborare con lo stesso Partito Democratico, di cui abbiamo osservato il progressivo inefficente declino in oltre un decennio di amministrazione comunale che ha portato la nostra Vasto allo sfinimento economico, alla mediocrità ed alla decadenza.
Stavolta eravamo convinti che, mettendoci la faccia direttamente, avremmo potuto ribaltare la situazione e recuperare centralità e consenso alla nostra città, presentando un programma ambizioso e dei candidati estratti dalla società civile e dalle professioni,preparati, disinteressati,capaci.
Poi ci sono state le primarie farsa del csx, le liste civiche elettorali civetta, la finta svolta generazionale, il mancato apparentamento con Il Nuovo Faro ed un risultato elettorale inaspettato anche ai candidati della attuale maggioranza, ma comunque premiato dagli elettori, anche se con il P.D. ridotto a meno di quanto prendeva il vecchio PCI da solo. Non ci sono più i moderati e buona parte della città non è rappresentata.
Se ne è compreso il perchè e la recente nomina di una terna di commissari, chiaramente riferibili ad una filiera di comando esterna al nostro territorio, lo conferma in maniera limpida. Nel Partito Democratico c’è chi opera per asservire la nostra Vasto ai desiderata di potenti di altri lidi, chi si gira per non guardare quando la saccheggiano nei servizi, nella sanità, nella assistenza, nei trasporti e nelle scelte economiche che ci mortificano. Addirittura c’è chi – per delle briciole di potere personale – tace ed acconsente che venga definitivamente spento il nostro futuro. Salvate il P.D.
Noi siamo stati lasciati fuori, anche a rischio di perdere le elezioni, perchè era notorio che sarebbe stato difficile infinocchiarci e che eravamo pronti e decisi ad impedire lo scempio delle ragioni del nostro territorio. Lo impediremo anche dal ruolo che ci è stato affidato , a tutti i costi.

 

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