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Primarie, spunta anche Domenico Molino

Il Pd parteciperà alle primarie del centrosinistra in programma il 6 marzo con due candidati. L’ipotesi che Francesco Menna, attuale capogruppo consiliare, sarebbe stato l’unico competitor del partito democratico è sfumata nelle ultime ore con la candidatura, che prende sempre più corpo, di Domenico Molino, consigliere comunale Pd e presidente della Commissione assetto del territorio, renziano della prima ora.

Le indiscrezioni su una sua discesa in campo sono cominciate a circolare ieri, all’indomani della riunione che i partiti di maggioranza hanno avuto per definire i punti programmatici e i contorni della coalizione.

Incontro che, nonostante il cauto ottimismo del segretario cittadino, Antonio Del Casale, sembra aver messo pochi punti fermi all’interno di una compagine che si accinge a scegliere il candidato sindaco del centrosinistra una settimana prima dell’altro schieramento. Sembra che Molino abbia rotto gli indugi e deciso dimettersi in gioco in prima persona, dopo aver sondato quella parte di partito che non vede di buon occhio la candidatura di Menna. E’ evidente che con la discesa in campo dei due democratici tramonta definitivamente l’ipotesi di una candidatura

unitaria, quale poteva essere quella della deputata Maria Amato.

Restano ancora tante incognite. Una di queste riguarda la partecipazione o meno alle primarie della lista civica “Il Nuovo Faro” dell’ingegner Edmondo Laudazi, ex assessore comunale ai tempi della Democrazia Cristiana. Il candidato sindaco della neonata formazione ha partecipato all’incontro dell’altra sera, insieme al consigliere regionale di Abruzzo civico, Mario Olivieri, ma non ha ancora sciolto la riserva.

Non è escluso che Laudazi decida di non partecipare alla consultazione  democratica e di correre da solo. Gli altri nodi sono relativi ai candidati.

Che farà Sel? Esprimerà un suo candidato o ripiegherà su Menna? Quest’ultima ipotesi sembra la più probabile dopo la partecipazione del capogruppo consiliare Pd all’assemblea di circolo. In quella circostanza Menna è riuscito a “conquistare” la platea promettendo un suo fattivo impegno sulle problematiche che stanno maggiormente a cuore al partito di Vendola (come il Parco della costa teatina e la questione petrolizzazione) e dando la propria disponibilità a fare da trait d’union tra l’anima sinistra del Pd e la nuova formazione che fa capo a Sel e Sinistra Italiana. Ma c’è anche chi, nel circolo coordinato dall’assessore comunale Anna Suriani, non vorrebbe rinunciare ad una candidatura espressione del partito, facendo scendere in campo la consigliera comunale Paola Cianci.

E il Psi? Difficile che il partito guidato dal segretario Luigi Rampa possa esprimere un suo candidato sindaco. Potrebbe quindi ripiegare su Menna. Ma a quel punto più che primarie di coalizione sarebbero primarie del Pd, dove gli alleati avrebbero solo un ruolo da gregari.

Anna Bontempo

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