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La Copagri Abruzzo indice un pubblico incontro sul problema degli ungulati

Il grave problema degli ungulati, in particolar modo i cinghiali, è questione affrontata quotidianamente dalla cronaca per i frequenti danni all’agricoltura, per gli incidenti stradali e per i pericoli alla pubblica incolumità alle persone. Più che un problema da commentare è da affrontare con risoluta determinazione alfine di contenerne la drammaticità. La Copagri Abruzzo indice un incontro pubblico Venerdì 20 Novembre, con inizio alle ore 17,30, presso l’azienda “Agriverde” ad Ortona alla presenza del presidente della 3^ commissione consiliare permanente della regione Abruzzo, Lorenzo Berardinetti, di funzionari dell’assessorato alle Politiche Agricole, dei presidenti dei comitati di gestione degli A.T.C., dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste e venatorie, delle altre Organizzazioni Professionali Agricole. Il titolo dell’incontro sarà: “Regolamento del contenimento degli ungulati. Quali problemi? Quali soluzioni?”

“Dopo un tormentato avvio del piano di contenimento degli ungulati, con la stagione venatoria a regime, una disamina di merito è più che mai necessaria allo scopo di evidenziare i limiti ed i difetti così da poter avanzare proposte migliorative al Consiglio Regionale d’Abruzzo al regolamento tanto contestato da molti ambienti del mondo venatorio. Le modifiche dovranno trovare necessariamente un approvazione nella massima assise regionale perché è questo l’ambito che lo approvò sul finire della legislatura scorsa, probabilmente in maniera frettolosa considerate le troppe e numerose proteste successive, e ne ha apportato alcune modifiche in Agosto. Vogliamo e desideriamo un vivo e costruttivo confronto concreto sul merito con proposte serie e realizzabili scevre da strumentali antagonismi di parte alfine di trovare un necessario equilibrio tra una presenza numerica fisiologicamente sostenibile degli ungulati salvaguardando le necessità primarie dell’agricoltura che, per tanti, resta la principale professione a dispetto della caccia che è semplicemente una passione. Vorremmo lavorare affinchè il cinghiale, ma anche per cervi e caprioli in rapida ascesa numerica, da problema diventasse opportunità di lavoro e reddito attraverso la creazione di filiere produttive in cui gli operatori agricoli dovrebbero essere i principali protagonisti trovando così concrete possibilità d’integrazione al reddito.– così dichiara Camillo D’Amico, presidente regionale della Copagri Abruzzo.”

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