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Dall’Ordine forense un prestigioso riconoscimento alla carriera per sei avvocati vastesi

Era il 27 giugno del 1998 quando per la prima volta il Consiglio dell’Ordine forense vastese assegnava le toghe d’oro a dei suoi iscritti. Una cerimonia che si e’ ripetuta ieri pomeriggio in un’aula magna del tribunale di via Bachelet gremita di avvocati e parenti dei sei legali vastesi premiati per la loro longeva carriera: Giuseppe Giangiacomo per i 50 anni di attività, Giovanni Cerella, Salvatore De Simone, Domenico Gabriele, Raffaele Giacomucci e Giuseppe Malatesta, per i 40 anni. Per loro una medaglia che sul fronte presenta il logo dell’Ordine e sul retro la facciata della cattedrale di S. Giuseppe perche’, prima della costruzione del Palazzo di Giustizia inaugurato esattamente quarant’anni orsono, gli uffici giudiziari erano ospitati nella Domus Pacis realizzata grazie all’impegno dell’allora parroco don Felice Piccirilli.

Prima del cerimoniale vero e proprio molti sono stati gli interventi istituzionali a partire da quello del presidente del tribunale Bruno Giangiacomo, che ha sottolineato l’entusiasmo che ha provato quando il presidente dell’Ordine vastese, Vittorio Melone, gli aveva prospettato questa idea, “un bel riconoscimento consegnato in quella che il presidente emerito della Corte costituzionale una splendida aula”.

Giampiero Di Florio, procuratore capo, e’ entrato nel merito del premio ad avvocati che “hanno onorato la toga che hanno indossato con impegno, senso dell’onore e dignita’ ed hanno dedicato alla professione passione e dedizione”. “A loro – ha aggiunto – il ringraziamento per il mezzo secolo o quasi di attivita’ professionale e per quello che ancora potranno dare”. Di Florio non ha risparmiato un excursus su uno dei temi scottanti di questi anni quando ha affermato: “mi auguro di non assistere alla soppressione di questo importante seppur piccolo ufficio giudiziario”. Un tema questo che sara’ presente in molti interventi.

“Sono colleghi che hanno rappresentato la punta di diamante dell’Ordine forense vastese”, ha detto, invece, Donato Di Campli (presidente dell’Unione interregionale degli Ordini Forensi del Centro Adriatico), che ha aggiunto “guardando al loro esempio viene da auspicarsi un recupero del decoro e della dignita’ che gli avvocati devono avere”.

A fare le veci del governatore della Regione Abruzzo impegnato in quel di Bari e’ stato Camillo D’Alessandro, che ha portato i saluti dell’istituzione regionale e ribadito la necessita’ che sulla questione tribunale si entri davvero nel merito in modo da consentire un rapporto piu’ vero e meno contabile.

Anche l’intervento del sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, non poteva prescindere dalla soppressione degli uffici giudiziari vastesi. “Parlo da sindaco che da sempre si e’ battuto con voi per questo tribunale – ha detto – e continuera’ a farlo anche negli ultimi mesi del suo mandato. Oggi ci sono condizioni piu’ favorevoli per mantenere questo tribunale e per ragioni che portano tutti ad avere un’attenzione maggiore rispetto a quanto accadeva nel passato”. In merito alla cerimonia di ieri, Lapenna ha parlato di “un grande riconoscimento per un grande impegno di sei legali cui mi legano vincoli di affetto consolidati da una fraterna amicizia”.

Il presidente dell’Ordine forense vastese, Vittorio Melone, ha delineato lo stato attuale della professione legale “troppo spesso indicata come la causa principale delle cose che non vanno”. “Oggi l’avvocato si trova nella posizione di dover sempre mediare, con l’assistito, con il legale di controparte, col magistrato”, ha lamentato prima di ribadire con forza la necessita’ di dover osteggiare “il comportamento inappropriato e inopportuno di alcuni colleghi che deve indurre a una revisione dei provvedimenti punitivi, ma anche della formazione continua”. Riferendosi ai premiati ha speso parole di grande stima: “prendere atto di questi esempi di vita professionale sara’ per noi momento di riflessione e di miglioramento e nell’attuale contesto professionale rappresentano un bagaglio culturale di elevato pregio da guardare per il futuro. Con la loro attivita’ hanno dato lustro alla nostra professione e alla nostra categoria”.

E’ toccato a Giuseppe Giangiacomo, decano dei legali vastesi, pronunciare il discorso dei premiati pronunciato a braccio, da buon avvocato, nonostante la visibile emozione. Un intervento a tratti ironico, come quando ha detto “quando il presidente Melone mi ha detto del premio ho pensato no, sono gia’ 50 anni, ma io mi sento un ventenne. Spero di festeggiare con voi anche i 75 anni e se non dovessi esserci fisicamente ci saro’ con lo spirito”. Applausi scroscianti nell’aula quando ha voluto ricordare i nomi dei colleghi “che avrebbero meritato questo riconoscimento piu’ di me”, Nando Valori, Francesco Del Prete, Federico De Mutiis, Mario Cirese, “esempi di educazione, serieta’ e deontologia professionale”. Anche Giangiacomo, che ha ricordato come il primo cittadino Lapenna avesse fatto pratica nel suo studio, ha detto, pronunciando un forte richiamo alla lotta alla malavita e alla tutela dei presidi, “questo foro non puo’ morire e questo tribunale deve avere lunga vita in questa citta’ che e’ una citta’ di frontiera. Gia’ nel 1963 facemmo astensione dalle cause per un mese perche’ si vociferava della soppressione del tribunale. Quelli piu’ piccoli sono i piu’ efficienti perche’ sono a diretto contatto con la gente e anche con la malavita”. “Il nostro e’ un mestiere che non puo’ prescindere dal rispetto dei cittadini, del cliente, dalla correttezza nello spirito e nel parlare, dal rispetto per i magistrati”. Non ha lesinato, infine, passaggi importanti su quelli che ritiene punti nodali per migliorare la gestione della giustizia nel Bel Paese, ovvero la certezza della pena, la semplificazione, l’incremento del numero di magistrati, la copertura dei posti nelle cancellerie dei tribunali.

Un intervento molto apprezzato ed applaudito dai presenti, che ha anticipato quello di Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Nazionale Forense, che ha definito quella di ieri una cerimonia che celebra una storia di battaglie e di democrazia e mi impegno ad essere quì nel 2019 (una presa di posizione poco velata contro la soppressione del tribunale).” Piena condivisione delle parole pronunciate dal presidente Melone e dall’avv. Giangiacomo, e poi giu’ a rivendicare l’autonomia, l’indipendenza e la liberta’ della professione legale. “La vera scommessa dell’avvocatura – ha detto – e’ quella di non divenire subalterna a un sistema economico che vuole dettare le regole al sistema di diritto”. Sulla questione tribunale ha ribadito come “in un sistema di efficientamento a tutti i costi e di tagli si tende a sacrificare tutto cio’ che e’ debole. Stiamo lottando contro un sistema di tipo nord-americano. Il Consiglio nazionale forense ha messo in piedi una task force per verificare le conseguenze dei tagli della revisione della geografia giudiziaria ivi compreso l’impatto socio-economico che non e’ stato tenuto in considerazione”. Addirittura, Mascherin ha parlato di come l’Antitrust chieda al CNF la soppressione del Codice deontologico o, per lo meno, di cancellare il principio di dignita’ e decoro dello stesso Codice.
Quindi il momento della consegna delle Toghe d’oro ai sei legali vastesi.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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