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150 anni di storia della Guardia Costiera onorati con l’intitolazione di una piazza alla Marina

Un parterre de roi ha reso onore, questa mattina, ai 150 anni di storia del Corpo della Guardia Costiera e delle Capitanerie di porto con l’intitolazione della piazza in cima al lungomare Duca degli Abruzzi. Sul palco delle autorità sono saliti Luciano Lapenna, sindaco di Vasto; l’Amm. Isp. Capo Felicio Angrisano, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e della Guardia Costiera; S. E. Antonio Corona, Prefetto di Chieti; Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo; Giovanni Legnini, vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Dopo l’arrivo della maratona non competitiva di 28 chilometri da Termoli a Vasto, prima dei discorsi di rito sono stati proprio Lapenna e l’Amm. Angrisano a scoprire la targa coperta fino ad allora dal tricolore con lo stemma della Marina militare, targa che poi è stata benedetta da don Gianni Sciorra, parroco della parrocchia di S. Paolo apostolo.

Il primo a prendere la parola dinanzi a tante autorità civili, tra cui l’on. Maria Amato, e militari, tra cui il comandante della Legione Abruzzo dei Carabinieri gen. Claudio Quarta, è stato il padrone di casa, ovvero il sindaco Luciano Lapenna, il quale ha puntato subito i riflettori su “questa bella città orgogliosa del suo mare”. E poi gli elogi alla Capitaneria di porto per la “grande disponibilità e il grande impegno nel percorso educativo dei nostri ragazzi finalizzato alla cultura della legalità e al corretto approccio al mare e all’ambiente”. Il primo cittadino vastese ha riservato elogi al comandante del Circomare di Punta Penna, Giuliano D’Urso, “per l’approvazione del PRG generale portuale, per essere stato il motore per l’istituzione del collegamento feeder con il porto di Trieste, per la lotta agli scarichi abusivi per i quali abbiamo emesso centinaia di ordinanze”.

Parlando di Guardia Costiera non si poteva non parlare di immigrazione e Lapenna ha fatto un richiamo al cristianesimo e all’amore del prossimo e della carità, ma anche “all’abnegazione e all’impegno di chi ogni giorni salva tanti nostri fratelli”.

Non poteva mancare un chiaro riferimento al porto nel quale in poco più di un anno sono stati appaltati, affidati e riconsegnati i lavori per la realizzazione del nuovo mercato ittico. Sulla scia dei dati sulle esportazioni che parlano della provincia di Chieti come trainante dal momento che il 70 per cento di prodotti per l’export proviene da essa, Lapenna è tornato a chiedere l’impegno concreto della Regione Abruzzo per la realizzazione dell’ultimo miglio ferroviario e l’arrivo del treno merci direttamente nello scalo (un progetto da ben 11 milioni di euro, ndr).

Al centro dell’intervento dell’amm. Felicio Angrisano non poteva non esserci il difficile impegno della Guardia Costiera soprattutto sul fronte immigrazione. “Questa intitolazione rappresenta il segno di vicinanza e di riconoscimento al lavoro che quotidianamente il Corpo svolge in favore della comunità – ha esortito – un Corpo che in Sicilia mostra professionalità, impegno e coraggio”. Anche Angrisano ha parlato del porto e del comandante “che è un impegno complesso che deve oggi affrontare il gigantismo navale, con navi sempre più grandi, è l’insufficienza della infrastrutture. Il primo anello del traffico marittimo e della logistica intermodale è il Comandante del porto”. Soprattutto Angrisano ha garantito la vicinanza del Comando ai problemi dello scalo di Punta Penna.

“Onorare i 150 anni non significa festeggiare un compleanno, ma un momento di riflessione sulle radici del Corpo”, ha detto S. E. il Prefetto di Chieti Antonio Corona, che, poi, mentre sulla sua testa sorvolava l’ATR42 della Guardia Costiera d’istanza a Pescara, ricordava come “nello stemma dell’Arma ci sono secoli di storia”. Ha parlato di “passione”, Corona, e di “legame indissolubile con il mare senza i quali non si potrebbero fare i sacrifici che gli uomini della Guardia Costiera fanno”.

Per Luciano D’Alfonso “una comunità dedica una piazza a un Corpo perché probabilmente si attraversa un momento in cui il riformismo normativo vuole ripensare e riorganizzare”. E pure il presidente della Regione Abruzzo ha voluto sottolineare come il “Corpo ha operato perché il porto di Vasto raggiungesse la sua maturità con l’approvazione del PRG”, ribadendo la laboriosità del Circomare vastese. Un porto che “da molto perché significa apertura e perché è il primo elemento che da un’opportunità di ingrandirsi”.

Il numero di Palazzo Silone ha anche risposto alle sollecitazioni di Lapenna in merito alla ferrovia garantendo che si farà così come verrà migliorata la viabilità. Sembra che sulla strada ferrata vi sia già il benestare del ministro alle Infrastrutture Delrio e dell’AD di Reti ferroviarie italiane, mentre “stiamo già lavorando sugli interventi manutentivi sulla viabilità”, interventi che D’Alfonso vorrebbero si facessero in tutto il Bel paese in base al tasso di incidentabilità.

Giovanni Legnini ha ricordato come la comunità vastese guardi al suo centro storico e al suo territorio, ma, soprattutto, al suo mare sul quale “la Guardia Costiera ha mantenuto l’ordine e la salubrità, il controllo sui traffici leciti e su quelli illeciti”.

Del Corpo il vice-presidente del CSM ha ricordato il ruolo di Polizia giudiziaria e quello di soccorso in mare che finora ha tratto in salvo oltre 500 mila migranti, ma, soprattutto, ha evidenziato come i 150 anni della Guardia Costiera coincidano con i 100 anni della entrata dell’Italia nella Grande guerra e il 70.mo della Liberazione, “eventi cui il Corpo ha dato un tributo e un contributo”.

Luigi Spadaccini

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