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Vasto capofila di Comunità inclusiva. L’assessore Suriani: “Siamo impegnati a finanziare altri progetti simili”

Un tavolo di riflessione e proposte per svolgere al meglio il progetto “Comunità inclusiva” : questo l’obiettivo del convegno “Responsabilità Sociale delle Piccole e Medie Imprese in una Comunità Inclusiva” che si è svolto ieri pomeriggio presso la pinacoteca di palazzo d’Avalos. Silvio Calice del CNA ha illustrato obiettivi e partner coinvolti nel progetto. “Stiamo tentando di creare una rete di enti e imprese che duri nel tempo ”. Le disponibilità finanziarie per attuare simili progetti, come ha fatto comprendere  Nicola Cipolla dell’assistenza tecnica della Regione Abruzzo, anche se ridotte rispetto al passato,ci sono;  la nostra regione ha superato la  soglia nazionale dei fondi sociali europei (FSE) destinati all’occupazione,  investendo per quest’ambito il 23% rispetto alla percentuale nazionale che è del 20%. “Per la prima volta la regione vuole ascoltare fruitori e operatori responsabili del progetto Rete Inclusiva per organizzare la strategia d’azione da applicare; per questo attiverà una pagina web che rimarrà in funzione fino a settembre nella quale saranno raccolte le opinioni degli interessati”- ha spiegato Cipolla.

La responsabilità sociale delle imprese è stata al centro dell’intervento di Ermanno Di Bonaventura, presidente CSV(Centri di servizio per il volontariato): “La responsabilità sociale non può essere imposta, scegli di conseguirla volontariamente. Sua parte integrante è la trasparenza, un elemento indispensabile per rendere partecipe la realtà esterna dell’organizzazione dell’azienda e l’eticità, il rispetto dell’ambiente e delle regole sia in Italia sia all’estero, anche nei paesi dove non sono vigenti le norme che tutelano i diritti della persona. Tutta l’azienda deve mostrarsi responsabile riguardo al sociale, non solo il dirigente”.

Di Bonaventura, inoltre, ha ribadito che   per promuovere la crescita della responsabilità sociale è necessaria un’azione di coordinamento tra organizzazioni no-profit e aziende, che si può raggiungere mettendo in atto un programma di formazione comune; per cui ha garantito il massimo impegno a cercare dialogo e attuare strategie comuni con le imprese.

Anche dal fronte delle imprese, disponibilità massima verso le persone disagiate, come ha ribadito  Savino Saraceni, presidente CNA (Confederazione Nazionale dell’artigianato e della piccola e media Impresa): “Vogliamo renderci utili per chi si trova in difficoltà, offrendogli una concreta possibilità di lavoro che sia un’occasione per dimostrare le proprie capacità, in modo da dargli libertà, non solo indipendenza economica”.  Come esempio della reale possibilità di attuazione d’inclusione sociale di soggetti svantaggiati nel lavoro è intervenuto Marco Cardone di Recoopera Società cooperativa arl : “Nella nostra attività di raccolta dei rifiuti non pericolosi 19 lavoratori su 24  hanno avuto disturbi psichici: il dato smentisce il pregiudizio comune che i malati di mente siano pericolosi”.

Anche questa forma di disabilità è superabile, a maggior ragione perché, oggi, rispetto a dieci anni fa, come ha sottolineato Anna Zampini, direttore Centro per l’impiego di Vasto, svantaggiato non è solo il disabile in carrozzella, ma il 90% delle persone che si rivolge al centro. La Zampini ha ribadito l’importanza dell’opportunità che un tirocinio formativo, come quello garantito dal progetto “Comunità inclusiva” offre: “ Il tirocinio non è uno sfruttamento, com’è opinione diffusa, ma un’opportunità sia per l’azienda che in questo modo ha la possibilità di ridurre i costi e di conoscere un futuro candidato a un’assunzione definitiva sia per il tirocinante che può farsi conoscere e dimostrare le proprie potenzialità. In questo senso la nuova normativa in materia, prescrive che il tirocinio comporti di lavorare in prima persona, non di limitarsi a una semplice osservazione, com’era precedentemente”.

Il comune di Vasto, tramite Anna Suriani, l’assessore alle politiche sociali, è molto soddisfatto di essere il capofila di “Comunità inclusiva” e ha assicurato di continuare a lavorare per intercettare altri fondi europei utili per finanziare progetti come questo.

Nausica Strever  

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