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Prostituzione al night, sette persone alla sbarra

Associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina di straniere che lavoravano come entraineuse nei night, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Dopo undici anni di udienze domani torna in aula l’operazione “Diamante”, dal nome del locale notturno finito nel 2004 nel mirino delle forze dell’ordine. Le accuse sono contestate all’allora titolare del night, A.C., 54anni di San Salvo a un barista del locale, A.D.C., 57 anni di Lucera ,al factotum del proprietario, M.F. 48 anni di San Salvo a P.D.F.,53 anni di Portocannone imprenditore molisano, A.D.M. 57 anni di Bucarest, G.R.,58 anni di Bucarest e A.F.,57 anni di Montenero di Bisaccia, sottufficiale dei carabinieri. Gli investigatori ritengono che l’uomo ebbe un ruolo di primo piano nella vicenda.

«La verità è un’altra e verrà fuori in aula», dice l’avvocato Marisa Berarducci che difende A.F.. Decisi a smontare il castello accusatorio anche i legali Fiorenzo Cieri, Clementina De Virgilis, Sandro D’Aloisio, Filippo Di Risio,Vincenzo Margiotta. L’operazione scattò l’8 dicembre 2004 suscitando grande clamore nel Vastese. Decine i testimoni ascoltati. Durante l’ultima udienza furono ascoltate le ragazze che lavoravano nel locale. A dare l’input all’operazione Diamante” fu l’allora gip del tribunale di Vasto, Guido Campli su richiesta dei pubblici ministeri Irene Scordamaglia e Anna Rita Mantini. Secondo l’accusa numerose ragazze dei paesi dell’Est, soprattutto romene, venivano reclutate con permessi di soggiorno per fini turistici, ma in realtà dovevano lavorare come entraineuse nel locale notturno della marina e adescare i facoltosi e spesso maturi clienti della società bene di Vasto, San Salvo, il Molise, Chieti, i paesi della costa. Numerosi gli habitué che incontravano nel night le ragazze, tutte con nomi di fantasia per evitare ogni problema, e pagavano una tariffa di 30 euro ogni 20 minuti trascorsi in compagnia nel locale. Una quota poco più che nominale che preludeva, secondo l’accusa mossa dalla Digos e avallata dai tre magistrati, alle prestazioni particolari al di fuori del locale, in camere non lontane, al costo di almeno 200 euro. Dopo 11 anni la vicenda è vicina all’epilogo. A presiedere il collegio dovrebbe essere il nuovo presidente del Tribunale, Bruno Giangiacomo.

ilcentro.it

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