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Sabatini: “La Commissione non doveva servire a fare campagne elettorali. I compiti erano ben altri”

“Guardando da un punta di vista meramente politico, se la Commissione doveva servire a fare campagna elettorale allora è meglio scioglierla”: questa la replica del presidente della Commissione comunale per lo studio del dissesto idrogeologico, Corrado Sabatini, alla decisione assunta da Massimo Desiati, Davide D’Alessandro, Andrea Bischia e Massimiliano Montemurro di dimettersi dalla stessa.

“Per come la intendevo io – aggiunge l’ingegnere – la Commissione doveva e deve essere una struttura di pungolo verso le istituzioni affinché si giunga al più presto possibile alla ricostruzione del muraglione e alla salvaguardia del Palazzo marchesale.

Tant’è che le sollecitazioni di queste giorni sono state riportate dall’ing. Giammichele, segretario della Commissione stessa, alla Regione Abruzzo e al Genio civile. Non solo, ieri mattina abbiamo ricontattato l’ing. Todari di Atessa che sta seguendo il caso e ci ha riferito che lunedì o, al più tardi, martedì consegnerà i progetti al Genio civile”.
Il compito della Commissione doveva essere anche quello di conoscere la procedura, prendere consapevolezza se tali progetti saranno i definitivi, seguire l’iter burocratico e via discorrendo.”

Per sabatini, però, i compiti della Commissione non erano limitati esclusivamente al Palazzo d’Avalos in quanto, come dice la denominazione stessa, “è nata per valutare tutta la situazione idrogeologica dell’intera città evidenziando lo stato delle cose e i casi più urgenti di interventi da sottoporre alle istituzioni favorendo così le azioni lì dove realmente necessarie e limitando lo spreco di denaro pubblico”.

Tornando alle questioni sollevate dai consiglieri dimissionari, Sabatini recita il mea culpa sulla vicenda delle convocazioni “ma – dice – ci eravamo accordati per riunirci con cadenza quindicinale e ieri scadevano i termini e pensavo che la convocazione fosse automatica. Non ho avvertito nessuno e di questo chiedo scusa, una dimenticanza che è un mero errore formale, ma strumentalizzarla per fini politici non mi pare il caso”.

Abbiamo chiesto all’ingegnere cosa succederà adesso. “io convocherò la Commissione per il sopralluogo già preventivato e in quell’occasione chiederò ai presenti se ha senso continuare questa esperienza, altrimenti la scioglieremo., ma ho l’impressione – si lascia scappare – che di quel muraglione non interessi niente a nessuno”.

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