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Lapenna all’Anci, ma tra i democratici serpeggia il malcontento

Pollutri a FirenzeL’elezione di Luciano Lapenna alla guida di ANCI Abruzzo non ha comunque placato le polemiche maturate in queste settimane nelle quali, soprattutto all’interno del Partito Democratico, molte sono state le voci contrastanti sulla decisione di tralasciare la corsa alla presidenza della Provincia di Chieti. Dita puntate proprio contro il primo cittadino vastese che secondo alcuni avrebbe avuto tutte le carte in regola per divenire il successore di Enrico Di Giuseppantonio (a proposito anche questi è nel Direttivo regionale di ANCI) alla guida di un Ente che comunque avrà importanti compiti.

A riassumere il pensiero di quanti si sono fatti portavoce di questo malcontento che ha accomunato anche il medio-alto vastese, e l’incontro di San buono ne è chiara testimonianza, è proprio Angelo Pollutri, ex sindaco di Cupello ed uno dei principali motori dell’ultima campagna elettorale che ha portato alla riconferma di Lapenna alla guida di Palazzo di Città, che attraverso le colonne di un noto social network si è sfogato in questi termini:

“Sostengo che il centrosinistra ha commesso un errore scambiando la possibilità di eleggere il Presidente della Provincia, preferendo la strategia personale di chi quel ruolo poteva svolgerlo e si è rifiutato spendendo tutte le sue forze per un ruolo che non porterà nulla sul territorio.

Chiarisco subito che Lapenna era candidabile al pari di Pupillo, quindi il limite temporale è una fava cacchiata. La differenza sostanziale sta nel fatto che l’Anci è una organizzazione sindacale, che esprime pareri ,quindi né legifera né amministra. La provincia, invece, programma , gestisce, amministra, investe”.

Insomma per Pollutri “In questa fase delicata per il territorio vastese, sarebbe stato fondamentale assumere il governo della Provincia.

Vedi Pupillo, vedi il Sangro, vedi Ortona, amministratori che amano i propri territori  e non hanno perso l’occasione di sperare di tornare al governo di un Ente importantissimo”.

Durissimo l’affondo  contro la scelta inseguita dal sindaco di Vasto:  “Anche le pietre hanno capito che le Province non scompariranno. Io sono stato per anni sostenitore di Lapenna, ma con la stessa convinzione sostengo che lo stesso abbia abbandonato Vasto e il territorio. Ho sostenuto Lapenna, ma da Sindaco, perché convinto ,che il Vastese avesse una capitale forte e degna di difendere il territorio: questo poteva accadere con la Provincia. Si è scelta la strada meno faticosa, meno politica, peggiore per il territorio ed io questo non lo condivido e lo dico. Vasto ed il vastese hanno perso un’altra possibilità”.

Questo perché, come evidenzia Pollutri, “una delle deleghe più importanti che le Provincia terrà per il futuro è quella sul lavoro, ovvero sulle vertenze” e il riferimento è chiaro alla situazione economica in cui versa tutto il vastese da Piana S. Angelo alla Valsinello (Golden Lady docet), vertenze che l?Anci non potrà portare avanti ma la Provincia si così come il capitolo strade che in tutto il territorio sono dissestate e la cui risistemazione  “non sarà l’Anci a finanziare e ad appaltare i lavori, ma la Provincia”.

Due esempi  soltanto in quello che appare uno sfogo di delusione per il futuro del comprensorio vastese più che uno di rabbia, come lo stesso Pollutri ha voluto sottolineare.

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