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San Salvo: una pièce teatrale dedicata a “Don Camillo e Peppone”

Microsoft Word - PERSONAGGI E INTERPRETI DON CAMILLO.docSarà la centralissima piazza S. Vitale ad ospitare, questa sera alle 21.30, una rappresentazione teatrale dal titolo “don Camillo & Peppone” di Angelo Pagano & Francesco Pollutri.

Il testo è tratto dal primo film: “Don Camillo” e racconta la storia, romanzata, di un parroco Don Camllo e il sindaco comunista Peppone, avversari nella politica e negli ideali, che si “contendono” i cuori e le anime dei loro paesani.

Tra episodi e dichiarazioni, più o meno comici, di saggezza popolare, le loro contese si risolvono, quasi sempre, nella reciproca comprensione.

All’apertura del sipario, una vedova esorta il sacrestano ad andare a chiamare Don Camillo ed avere da quest’ultimo conforto per l’ascesa a Sindaco del paese di un comunista come Peppone. Inammissibile!! Il parroco Don Camillo, dopo aver ascoltato, dalla sacrestia, il discorso di piazza del Sindaco Peppone, si arma di bastone e corre da Peppone, ma viene fermato dalla voce di Gesù (coscienza)… allora, non contento e per disturbare il comizio, suona le campane a morte…. Arriva, ovviamente, Peppone inferocito e insieme ad alcuni seguaci del partito comunista, si reca in canonica per pagare, a suon di cazzotti, l’intraprendenza di Don Camillo…. Primo dello scontro tra i contendenti, arriva la notizia della nascita del figlio di Peppone…e tutto si risolve con una “suonata” di campane a festa… La lotta in paese non è solo tra Don Camillo & Peppone, ma anche tra i “compagni” comunisti e “seguaci” della chiesa… Tra essi vi sono Claudio, figlio di Rocco capo dei comunisti e Graziella, figlia della vedova, assidua frequentatrice della chiesa e della parola di Don Camillo… I due ragazzi si amano e vogliono sposarsi ma sono ostacolati dalla minore età di Gazzella e, soprattutto, dall’astio dei genitori… il tutto viene sdrammatizzato da alcuni episodi umoristici come il:

•             Il battesimo dove don Camillo e Peppone si prendono a sberle per via del nome proposto per il figlio di quest’ultimo (Lenin, Libero, Antonio); sconfitto nella scazzottata, Peppone ritornerà sui suoi passi proponendo il nome Camillo, Libero, Antonio, ma finirà col battesimo del bambino col nome Libero, Camillo, Lenin su istanza del soddisfatto don Camillo, che dice: “Quando hanno un Camillo vicino, i tipi come quello là non hanno niente da fare”.

•             Il taglio delle funi delle campane,

•             I soldi per la “Casa del Popolo” e per la “Casa Giardino”,

•             La scazzottata di Don Camillo con i “compagni” di Peppone davanti al bar,

il tutto viene risolto, al termine della commedia, davanti ad una bevuta di grappa condita da un balletto e la voce di Gesù che, soddisfatto, apprezza: l’amicizia, la solidarietà e l’amore per la vita, condite da un sano e rispettoso antagonismo.

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