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Polemiche sull’incarico di portavoce del sindaco

conferenza stampa-opposizione-urbanistica - 13 - desiatiriceviamo e pubblichiamo

La vicenda dell’assunzione del “Portavoce del Sindaco” la dice lunga su come, nel Municipio di Vasto, si ritenga essere una mera “opportunità” il rispetto di norme e regolamenti.
Il 27 gennaio scorso, il Comune ha stipulato un contratto di collaborazione con un giornalista prescelto a seguito di un “Avviso di selezione”. Sia nell’avviso che nel contratto, tra i requisiti del professionista, ve n’era uno ben preciso: l’impegno dell’incaricato, per tutta la durata del relativo incarico, “a non esercitare attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 7 comma 1 della legge n. 150/00”. La circostanza era garantita da una dichiarazione della parte circa l’inesistenza di “una situazione di conflitto di interessi rispetto alle attività svolte e gli incarichi in essere” e all’Amministrazione veniva riservata “la facoltà di accertare la veridicità delle dichiarazioni”.
In realtà, appare in essere ed operare sul mercato uno “Studio professionale di analisi e comunicazione politica (…) impegnato da diversi anni nella gestione e nella consulenza dell’attività politica”, specializzato in “relazioni pubbliche, in ricerche di mercato, ufficio stampa, formazione e campagne di comunicazione” e la cui ragione sociale è: “Spindoctoring by Vincenzo Christian Lalla”, partita iva 02182250692, con sede a Milano, owner mobile: 328.4895721. A questo numero di telefono risponde il “Portavoce del Sindaco”…
Ipotizzando il mancato rispetto delle condizioni sopra descritte e senza nulla togliere alla professionalità dell’incaricato, ho interpellato la Segretaria generale del Comune affinché procedesse ad un controllo per verificare quali fossero i rapporti che legano il “Portavoce del Sindaco” all’azienda di comunicazione “Spindoctoring by Vincenzo Christian Lalla”. Il Comune è, infatti, dotato di un “Codice di comportamento” a cui sovrintende la Segreteria generale.
Il Sindaco, senza entrare nel merito, ha risposto limitandosi a dire: “non vengono ravvisati elementi di contrasto o violazione del suddetto codice né tantomeno sono ravvisabili elementi corruttivi o implicanti violazioni”. Si può essere o non essere d’accordo (ed io non sono d’accordo) ma l’aspetto interessante è rappresentato da quanto precisa la Segreteria stessa nella propria nota interna inviata al Sindaco: “Allo stato degli atti le uniche valutazioni che la sottoscritta reputa necessario vagliare sono quelle inerenti il profilo della opportunità del comportamento ascritto o contestato, le cui valutazioni non possono che essere rimesse al vaglio della S.V., in ragione del rapporto fiduciario che La lega al professionista incaricato”.
Insomma… Sindaco, valuti l’”opportunità” di applicare o non applicare la legge… Così, magari, non ci dobbiamo più meravigliare se i manifesti affissi dal Comune vengono siglati dalla “Spindoctoring” e ci mettiamo l’animo in pace.

Massimo Desiati

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