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Rimborsopoli, Febbo e Costantini: solo attacchi calugnosi

Mauro Febbo
Mauro Febbo

È stato un articolo pieno di insinuazioni pubblicato dal quotidiano abruzzese Il Centro a suscitare la risposta documentata dell’assessore regionale alle Politiche agricole Mauro Febbo. A far scattare la molla è stata soprattutto una frase riportata nell’editoriale del direttore Tedeschini  in cui si insinuava il taroccamento a penna di alcune ricevute, tra cui una risalente al Vinitaly 2012 contestata proprio all’assessore “Come si evince nella documentazione certificata, che regolarmente allego – ha scritto Febbo – la fattura contestatami emessa dal Marco Polo Hotel di Verona non è stata manomessa dal sottoscritto bensì corretta dall’addetta della reception in quanto sbagliata e alla mia richiesta di nuova emissione la stessa ha provveduto a correggerla manualmente, apponendovi il timbro a certificazione della sua veridicità. Credo, anzi sono certo, che giuridicamente si faccia in questo modo”.

Febbo ha poi chiarito, e riportiamo integralmente il testo per un’informazione corretta, come “le prenotazioni alberghiere vengono effettuate sempre, non solo in occasioni del Vinitaly, dai funzionari preposti; tutti sanno durante la manifestazione del Vinitaly i prezzi degli Hotel di Verona e hinterland, vengono a dir poco triplicati; tutte le strutture ricettive chiedono pernottamenti obbligatori da quattro a sei notti. Nella fattispecie l’Hotel Marco Polo (Tre stelle!) propose un’offerta di 4 notti a 280 euro. Come prassi la Regione fa contratti per più stanze poiché alla manifestazione (Vinitaly e Sol) partecipano diversi tra funzionari ed esperti del settore e le strutture alberghiere non distinguono camere singole, doppie e triple ma la semplice camera.

A dimostrazione che le rendicontazioni vengono già controllate da organi interni la casualità vuole che proprio questa fattura sia stata oggetto di approfondimento. Infatti in data 13/04/2012 protocollo  362/Segr ho dovuto rendere alcune precisazioni: la camera è stata utilizzata dal sottoscritto e autista solo per tre notti e non quattro come risulta dalla fattura in questione. La camera è stata poi utilizzata da altro personale, funzionario regionale intervenuto alla manifestazione poiché già pagata con la carta di credito della Regione Abruzzo. Tutto questo modo di operare e lavorare dimostra la logica del risparmio, e non dello sperpero, utilizzato da questo assessorato che, è bene ricordarlo e sottolinearlo, ha drasticamente ridotto la spese di partecipazione a questo evento Vitivinicolo mondiale da ben 2 milioni di euro a soli 400 mila euro”!

All’assessore vengono contestate anche altre spese riguardanti “missioni svolte presso Bruxelles, New York e Sardegna, (mai utilizzate suite, alberghi a cinque stelle, voli business class cc…)” sulle quali si dichiara “pronto a precisare e dettagliare l’ampia certificazione e documentazione (scontrini e fatture) già in possesso degli organi inquirenti”. “Reagirò nei modi e con le possibilità che mi verranno messe a disposizioni ad attacchi calugnosi che vorrebbero intaccare la mia onorabilità, correttezza e appassionata storia politica e amministrativa”, ha chiosato Febbo.

Anche Carlo Costantini, ex IdV candidato a governatore per la coalizione di centro-sinistra ed oggi esponente di Mov139, si dichiara amareggiato per

Carlo Costantini
Carlo Costantini

quanto accaduto e attraverso una nota reclama di essere “una persona onesta, non sono un truffatore” e di aver beneficiato di “rimborsi inferiori a quelli che mi competevano per legge”. E, poi, racconta di come lui e il collega D’Alessandro, anch’egli chiamato in causa dai magistrati, “In occasione della partecipazione ad un convegno nel settembre 2009 andammo a cena (c’era anche la moglie di D’Alessandro) in un ristorante nelle vicinanze dell’albergo. Quando ci presentarono il conto, quasi 360 euro, rimasi sbalordito e dissi al collega D’Alessandro che sarebbe stato immorale, per quanto legittimo, presentare una rendicontazione così elevata. Per questo decidemmo di far separare i conti e di farci rilasciare, ai fini della rendicontazione, due ricevute da 80 euro e di pagare la restante somma di tasca nostra: sia i 120 euro riconducibili alla moglie del collega D’Alessandro, che altri 80 euro riconducibili al nostro pasto. In concreto, pur avendone il diritto e la possibilità, ho rinunciato a farmi restituire dalla Regione 40 euro, oltre ad altri 10 euro per la sosta dell’auto in occasione del convegno, pure documentata. Per quanto riguarda la camera dell’hotel, la spesa dell’uso singolo e doppio risultava sostanzialmente identica”. “Ho rinunciato – ha ricordato amareggiato Costantini – ad oltre 1.100.000 euro di “prebende” lasciandoli nelle casse dello Stato e della Regione e oggi mi ritrovo “infangato”.

Le colpe di tutto ciò che sta accadendo, e che ha comportato un “danno incommensurabile”, per Costantini non sono né dei magistrati né dei giornalisti, ma di “quelli che hanno rubato a più non posso, ponendo i magistrati, come anche i giornalisti e l’opinione pubblica in generale nella condizione di supporre che in fondo siamo tutti uguali; tutti ladri e disonesti!”

Se le cose stanno così come stiamo sentendo in questi giorni, forse qualcosa in tutta la vicenda non quadra, ma staremo a vedere gli ulteriori sviluppi soprattutto dopo quel fatidico 4 febbraio in cui i magistrati ascolteranno gli indagati. Ecco, intanto, la ricevuta contestata a Febbo per il Vinitaly 2012.

Ricevuta Hotel

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