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Dal primo gennaio in vigore l’Imposta di Soggiorno

Vasto MarinaDibattito accesissimo quello creato intorno alla questione dell’Imposta di Soggiorno nella seduta del Consiglio comunale di quest’oggi. Dopo oltre 2 ore di discussione con 14 voti favorevoli e 8 contrari è stata approvata l’istituzione della controversa imposta dal 1° gennaio 2014 ed il relativo regolamento attuativo.

Le minoranze hanno espresso parere negativo su tale decisione definita scellerata dell’Amministrazione comunale sulla base della constatazione che lì dove l’imposta di soggiorno è stata introdotta vi è estato un calo delle presenze turistiche tale da indurre a ripensamenti (vedi Termoli o Rivisondoli); inoltre si è contestata la mancanza di un regolamento anche nazionale che definisca esattamente gli ambiti di utilizzo dei proventi derivanti dall’imposta (un punto su cui hanno puntato molto Etelwardo Sigismondi, Massimo Desiati e Nicola Del Prete); l’opportunità di applicare una tale decisione in un momento in cui il flusso turistico è già in calo e non si diradano ancora le nubi della crisi economica (una posizione condivisa anche da Guido Giangiacomo e Davide D’Alessandro) e, per finire, la mancanza di confronti e concertazione con gli operatori del settore turistico.

Alle rimostranze dell’opposizione hanno risposto con veemenza sia il Sindaco Luciano Lapenna, ma, soprattutto, Domenico Molino e Maurizio Vicoli. Il primo cittadino ha riportato in Aula tutti i documenti prodotti dai vari incontri tenuti proprio con gli operatori del settore chiamati in causa dall’opposizione a cominciare da Federalberghi, ma in Consiglio vi era Lino Di Chiacchio, presidente del sodalizio albergatori della città Golfo d’Oro, il quale, in totale disaccordo con la visione dell’Amministrazione, non ha perso l’occasione per far sentire la propria voce a cominciare dalla mancanza di considerazione della sua associazione in qualunque tappa del difficile cammino che ha portato all’introduzione dell’imposta.

I rappresentanti della maggioranza hanno ribadito con forza la necessità di introdurre l’imposta di soggiorno visto il buco di 1,2milioni di euro creato dalla cancellazione dell’IMU, sottolineando come si tratta di una tassa di scopo, che secondo le direttive nazionali andrà a finanziare il miglioramento dei servizi e delle strutture turistiche senza gravare sui cittadini vastesi già alle prese con altre tasse, ed evitando di ricorrere agli aumenti della Tarsu per le attività recettive, in particolare quelle con ristorante che come ha ricordato Antonio Del Casale avrebebro subito aumenti anche del 60%.

Resta comunque il fatto che l’imposta ha determinato frizioni anche nella maggioranza, tant’è che l’assessore al Turismo Vincenzo Sputore ha detto “non si è potuto evitare”, il consigliere Simone Lembo ha preferito non parlare e qualche altro consigliere ha sussurrato di essere in disaccordo col provvedimento ma che nella coalizione si è votato e la maggioranza ha deciso.

Vediamo, però, quali sono i passaggi fondamentali sanciti dal Regolamento a cominciare dalle finalità degli introiti dell’imposta sanciti nell’Art.2 comma 2 che recita

“Il relativo gettito è destinato a finanziare esclusivamente gli interventi a diretta finalità turistica, ivi compresi quelli a sostegno di, azioni di marketing, promozione turistica, culturale e di eventi, strutture ricettive, nonché gli interventi di manutenzione, recupero, fruizione e valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali, ricadenti nel territorio comunale, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.

L’imposta è dovuta per “il pernottamento in qualunque tipo di struttura ricettiva (alberghiera, extra-alberghiera, agrituristica) ubicata nel territorio del Comune di Vasto fino ad un massimo di n. 10 pernottamenti consecutivi” (Art. 2 comma 3).

A quanto ammonterà l’imposta da versare è riportato nell’Art. 4 che al comma 1 dice “L’imposta di soggiorno è determinata per persona e per pernottamento ed è  articolata e graduata in maniera differenziata tra le strutture ricettive, come definite dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle caratteristiche e dei servizi offerti dalle medesime, nonché del conseguente valore economico/prezzo del soggiorno e in rapporto alla loro classificazione secondo la vigente normativa in materia, fino ad un massino di 5 euro per notte di soggiorno”, mentre il comma 2 recita “Le misure dell’imposta sono stabilite dalla Giunta Comunale con apposita deliberazione”.

Il regolamento prevede anche le eventuali esenzioni come prescritto dall’Art. 5

Sono esenti dal pagamento dell’imposta di soggiorno:
a)            i minori fino al 14° anno di età;
b)           i malati che devono effettuare terapie presso strutture sanitarie esistenti sul territorio;
c)            i soggetti che assistono i degenti ricoverati presso strutture sanitarie del territorio comunale, in ragione di un accompagnatore per paziente;
d)           i portatori di handicap non autosufficienti, con idonea certificazione medica, ed il loro accompagnatore;
e)           Per i gruppi organizzati (minimo 20 persone) dei soggiorni per la terza e quarta età, l’imposta viene ridotta del 50% (escluso il periodo di Luglio e Agosto);
f)            gite scolastiche;
g)            per le famiglie numerose, dal terzo figlio in poi, è prevista una riduzione del 50%;
h)           per eventi di rilevante importanza (es.: particolari eventi o manifestazioni organizzate o patrocinate dall’Amministrazione Comunale, situazioni di emergenza conseguenti a eventi calamitosi o di natura straordinaria) attraverso atto di Giunta Comunale, sarà possibile prevedere l’esenzione o la riduzione dell’imposta.

Dunque, questi sono i cardini della nuova imposta che farà discutere ancora a lungo ed i cui ricavi saranno contabilizzati nel Bilancio di previsione 2014 che sarà presentato nel mese di dicembre.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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