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Nasce l’alleanza tra sindaci contro la soppressione dei tribunali

Sono state due decisioni importanti al centro della conferenza stampa convocata questa mattina a Palazzo di Città e alla quale sono intervenuti i sindaci di Vasto, Luciano Lapenna, Lanciano, Mario Pupillo, e quello di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio: Avrebbe dovuto presenziare anche il primo cittadino di Sulmona, Giuseppe Ranalli, rimasto bloccato dal maltempo.

Temi nodali, introdotti da Lapenna, sono stati “Le nuove disposizioni normative su servizi e funzioni associate che Comuni sotto i 5mila abitanti dovranno adempiere” e il “pronunciamento della Corte Costituzionale che ha ritenuto legittimo il referendum contro la soppressione dei tribunali minori”.

L’incontro di stamane fa seguito ad altri già avuti negli scorsi mesi e che hanno portato alla definizione di alcuni passaggi importanti nel caso dei tribunali. Come ben noto, la legge di riforma della geografia giudiziaria predisposta dall’ex ministro della Giustizia Paola Severino sopprime i tribunali di Vasto e Lanciano, accorpandoli a Chieti, ed Avezzano e Sulmona, accorpandoli a L’Aquila.

La prima battaglia, come ha ricordato Di Pangrazio, è stata quella di ottenere il referendum promosso proprio dall’Abruzzo e dai 4 sindaci interessati (affiancati poi dal altre 8 Regioni: Basilicata, Calabria, Marche, Campania, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Piemonte, ndr), che, però, come ha specificato il sindaco di Vasto “è importante ma non basta. In caso di bocciatura del quesito referendario o di non raggiungimento del quorum la partita è definitivamente chiusa”.

Il primo cittadino di Avezzano ha sottolineato le battaglie portate avanti e le varie manifestazioni con la presenza di sindaci e avvocati di tutta Italia e poi ha attaccato la spending review “sono stati fatti conteggi che hanno dimostrato tutto tranne un contenimento della spesa soprattutto nei nostri territori” ammonendo “Non si risparmia sulla salute dei cittadini e sull’economia dei territori”. Di Pangrazio ha evidenziato come lo spostamento dei tribunali di Vasto e Lanciano a Chieti comporterebbe un grosso aggravio delle spese dal momento che la struttura teatina andrebbe ammodernata ed ampliata. È stato Pupillo ad aggiungere come studi fatti dagli apparati avvocatizi hanno dimostrato  come la legge Severino costerà alla collettività frenanto-vastese oltre 10milioni di euro.

Da queste considerazioni sono scaturite due iniziative unitarie come la formazione dell’Associazione pro Comitato referendum in tutti e 4 i medi comuni abruzzesi interessati dal provvedimento e l’approvazione da parte dei rispettivi Consigli comunali di delibere similari nelle quali si rivendicano le prescrizioni di cui sopra e la natura orografica dei territori: nel testo della delibera in via di approvazione, che verrà inserita nel prossimo Consiglio comunale si legge:

“Il Consiglio delibera di approvare la proposta del Sindaco conferendogli il mandato per l’adesione all’associazione denominata “Comitato pro referendum sulla geografia giudiziaria” a nome di tutta l’Amministrazione;

di dare mandato al Sindaco per porre in atto quanto nelle sue competenze per favorire incontri anche con altri sindaci del territorio affinché ci sia la più ampia partecipazione al Comitato onde favorire la massima mobilitazione per la difesa dei Tribunali”.

L’incontro dei sindaci, però, ha riportato in auge il ruolo centrale che i medi comuni devono avere nello sviluppo e coordinamento di tutto il territorio circostante. Infatti, si è parlato delle nuove disposizioni normative che di fatto obbligano i comuni sotto i 5mila abitanti a trovare formule associative per condividere servizi e funzioni. “Noi abbiamo un ruolo importante – ha detto il sindaco Lapenna – e lo vogliamo esercitare fino in fondo. Vogliamo fungere da volano per il nostro territorio perché questo percorso possa essere compiuto” ed ha poi avanzato le richieste che provengono dai primi cittadini “Chiediamo, però, lo snellimento della normativa e le giuste competenze”.

“Venendo meno le province – ha aggiunto il sindaco di Lanciano Pupillo – il ruolo delle città medie diventa fondamentale”, ricordando che quanto sta accadendo era stato già previsto con il Piano di Sviluppo Regionale – Quadro di Riferimento Regionale voluto dalla Giunta Falconio prima e da quella del Turco, poi, che individua 7 ambiti territoriali: L’Aquila, Teramo, Chieti-Pescara, Marsica-Avezzano, Valle peligna-Sulmona, Sangro Aventino-Lanciano e Vastese Vasto-San Salvo.

La decisione assunta dal legislatore, che consente un interscambio tra comuni anche di personale in merito alle competenze, “potrebbe rimettere in gioco anche la questione della Asl che sono provinciali e non funzionano– ha aggiunto Pupillo – bisogna ricostruire quella fidelizzazione con i Comuni che sempre hanno fatto riferimento alle città medie abruzzesi e fare questa battaglia comune”.

I tre sindaci presenti hanno ancora una volta infierito contro la Regione Abruzzo rea di una colpevole latitanza e di un vuoto normativo che di fatto rischia di bloccare le prospettive disegnate dalle nuove leggi, tant’è che Di Pangrazio ha chiosato “O il Governo o la Regione ci sentono o non ce la faremo”. “Anche in assenza della Regione comunque andremo avanti. D’Altronde si parla di riordino di territori, consorzi, Asl senza mai essere stati interpellati ” – ha ultimato Lapenna che, però, si è lasciato scappare come vi saranno problemi nella questione CIVETA.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

fotoreportage: Natalfrancesco Litterio

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