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Violenza su donne e minori, presentata la rete di protezione del Progetto Penelope

È stata una lunga giornata formativa e informativa sulla nuova legge antiviolenza emanata dal legislatore italiano e sulle reti di protezione quella che hanno vissuto legali, psicologi, operatori socio-assistenziali, uomini delle Forze dell’Ordine e sanitari radunati fin da stamane all’interno di una Sala Pinacoteca di Palazzo d’Avalos gremita.

L’occasione è stata la presentazione, da parte del Centro DonnAttiva di Vasto, del Progetto Penelope (Percorsi e Network per l’empowerment e la Protezione delle vittime di violenza) finanziato dal ministero delle Pari opportunità per un importo di 220mila euro per una durata di 24 mesi per il quale Vasto sarà capofila. Ad introdurre l’incontro sono stati il Sindaco Luciano Lapenna e l’assessore alle Politiche sociali Anna Suriani i quali hanno sottolineato l’importanza del progetto, uno dei 10 finanziati a fronte di ben 300 richieste in tutta Italia. La Suriani, parlando della violenza sulle donne come di un problema sordo, ha ripercorso le varie fasi che hanno portato alla concretizzazione del progetto, nato anche grazie alla collaborazione dell’esperienza decennale dell’associazione Ananke di Pescara rappresentata in sala da numerose componenti.

Al centro dei vari interventi l’approfondimento sugli aspetti dell’impatto psico-sociale della violenza, ma soprattutto l’analisi delle esperienze e delle metodologie del lavoro in rete. Ed è proprio questo un punto nodale e imprescindibile per qualunque politica di lotta all’abuso sia sulle donne che sui  minori.

Felicia Zulli, coordinatrice del progetto Penelope ha spiegato quelle che sono le richieste che vengono dalle normative vigenti e come il progetto risponda a tali prescrizioni potenziando e ampliando le attività già svolte dal centro antiviolenza DonnAttiva  a partire da 8 mesi prima l’approvazione del “Penelope”, consentendo i incrementare i servizi forniti e gli orari di apertura del centro, di rafforzare la rete di protezione, di favorire una possibilità concreta di crescita alle donne vittime di abusi attraverso l’inserimento lavorativo e, non per ultimo, portare avanti un’opera continua di formazione per tutti i soggetti coinvolti.

Proprio sul funzionamento positivo dell’esperienza pescarese si è soffermata il presidente dell’Ananke, Rita Pellegrini, cui hanno fatto seguito gli interventi di Brunella Capisciotti, impegnata nel definire i perché dell’abuso attraverso le parole dei grandi scrittori, filosofi e psicologi e le immagini di grandi artisti, e Sara Di Giovanni che non ha perso l’occasione per accusare gli stereotipi generati dal mondo dei medias.

Roberta Pellegrino, anche lei dell’Ananke ha introdotto, invece, l’intera storia normativa nella lotta al femminicidio ricordando il protocollo di Pechino e quello di Pechino +5, la Convenzione di Istanbul e vi discorrendo attraversando passaggi importanti come l’istituzione del Telefono Rosa 1522 e la recente Legge 15 ottobre 2013, n. 119 che ha convertito in Legge il D. L. 14 agosto 2013, n. 93 recante la “Prevenzione e contrasto della violenza di genere” che inasprisce anche le pene per i rei di tale reato.

Quindi, la Pellegrino ha coordinato una tavola rotonda nella quale sono intervenuti Nicola Carlesi, dirigente medico del Dipartimento di Salute mentale della Asl 02; Lucia Bastonno, medico del Pronto Soccorso al S. Pio da Pietrelcina; Michela Mancini, assistente sociale del Comune; Barbara Catalano operatrice d’accoglienza del Centro DonnAttiva; Lucia Fiorillo della Fondazione Genova-Rulli e la prof. Piccirilli in qualità di referente dell’IIS “Mattei”.

Un tavolo molto interessante che ha evidenziato l’importanza della rete dall’accoglienza all’adeguato supporto e accompagnamento, ma anche tante criticità. A cominciare da un’accoglienza preferenziale proprio al Pronto Soccorso dove si ipotizza l’adozione di un codice rosa o, meglio, di un medico esperto e formato per quei casi specifici che determinerebbe anche un’accelerazione nelle pratiche evitando la stigmatizzazione del caso da parte di sconosciuti. Così come la necessità che attraverso la rete si vada oltre i meccanismi di intervento per conoscenza personale tra le varie componenti in causa, per giungere a una condivisione in grado di garantire sempre il miglior percorso possibile. Importante anche la revisione del ruolo di chi compie l’abuso, un atto che, come è stato più volte sottolineato, appartiene al mondo maschile. “Il problema non è della donna – si è sentito risuonare tra le opere del Palizzi – ma dell’uomo ed è un problema generale”.

Tra le storie vere raccontate, i quesiti normativi, le criticità sollevate sono rimbalzate con un’eco assordante le accuse mosse dal procuratore capo del Tribunale di Vasto Francesco Prete. Proprio all’inizio del suo intervento il magistrato ha levato il dito accusatorio contro i vertici delle Forze dell’ordine locali (Polizia municipale esclusa in quanto presente) che hanno disertato il convegno di stamane: “Abbiamo tutti bisogno di formazione – ha detto Prete- Se io sono qui e il prefetto è qui perché loro non hanno ritenuto di doverci essere? Se cominciamo così cominciamo con il piede sbagliato”. Parole dure, dunque, che sollevano già dubbi sul futuro prossimo di quella rete che tutti hanno ritenuto indispensabile per garantire risposte adeguate alle richieste che vengono dalla società non solo vastese, ma anche dell’entroterra e persino del vicino Molise.

D’Altronde sono ben 25 i nuovi casi presi in carico dal centro DonnAttiva dall’inizio di questo 2013.

Di grande rilievo ed importanza l’intervento video-registrato del sottosegretario alle Politiche Sociali on. Cecilia Guerra che, dopo i saluti di rito, si è concentrata sulle varie forme di abuso che non sono solo quelle fisiche, ma sono anche quelle discriminatorie che vanno combattute alla stessa stregua. Drammatiche le cifre citate dalla Guerra per un fenomeno, quello della violenza sulle donne, che non sembra conoscere freni.

All’incontro è intervenuto il Prefetto di Chieti, S. E. Fulvio Rocco De Marinis, e l’assessore alle Politiche sociali della Provincia Gianfranca Mancini, mentre sono mancate le pubblicizzate relazioni dell’on. Maria Amato e del sen. Giovanni Legnini impegnati nella votazione sugli emendamenti alla Legge di Stabilità, così come erano assenti Lorenzo Russo, direttore del Pronto Soccorso vastese, ammalato e Rosetta Di Santo, responsabile dell’Ufficio di Polizia giudiziaria della Procura, che ha accusato un lieve malore nella Sala Pinacoteca.

A conclusione è stato anche ricordato come il 25 novembre alle ore 21.00 al Teatro Rossetti, in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione n.54/134 del 17 dicembre 1999,   Centro DonnAttiva Vasto  con Akon Service  ed ilComune di Vasto, invitano alla serata di sensibilizzazione “orme nella Luce” – Teatro Musicale liberamente tratto dal libro “ferite a morte” di Serena Dandini con:

– Raffaella Zaccagna_voce narrante

– Luca Raimondi e la   PICCOLA UNDERGROUND ORCHESTRA_musiche originali

– Ottavio Festa_commento grafico pittorico

– Nicola Sammartino e   Photorama Cupello_fotografia

– Giordano Marcianelli_web

Lu. Spa.

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