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Due ex parlamentari di sinistra contro Angelo Pollutri

Graziani_StanisciaLe posizioni espresse dal sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, in merito soprattutto all’apertura verso lo sfruttamento delle risorse di idrocarburi fossili non potevano non suscitare un dibattito acceso. Un vero attacco frontale, che talora è sfociato anche in un dare del “lei” che denota una profonda divergenza di opinione, gli vengono da due ex senatori della sinistra, Enrico Graziani e Angelo Staniscia, oggi raccolti sotto le insegne del movimento “Nuovo Senso Civico”.

“A proposito delle esternazioni pro idrocarburi di Angelo Pollutri, sindaco di Cupello – scrivono in una nota -va ricordato che pure al tempo della Sangro Chimica e del connesso progetto di centrale termoelettrica che doveva sorgere a Punta Penna per bruciare i residui della raffineria, c’era, anche a sinistra, chi, ritenendo di saperla più lunga, era favorevole a tali sciagurate iniziative industriali.

Ed ora Angelo Pollutri si è fatto credulo propagandista del progetto di Ombrina Mare 2, piattaforma per l’estrazione di idrocarburi che la Compagnia inglese Medoil vorrebbe realizzare a circa 6 km dalla Costa dei Trabocchi e che sarebbe affiancata da una nave gigantesca per lo stoccaggio e la prima raffinazione degli idrocarburi estratti.  Da tale iniziativa della inglese Medoil il Pollutri vede sortire un miliardo ed altri vantaggi per la nostra zona”.

Pollutri aveva infatti parlato nei giorni scorsi di una necessaria revisione delle royalties e come aliquote e come ridistribuzione, ma Graziani e Staniscia non ne condividono affatto l’orientamento anzi: “le Compagnie, come tutte le altre numerose società straniere che stanno estraendo petrolio e gas in terraferma o nel nostro mare,  pagano royalties irrisorie, di appena il 4% in mare e del 7% in terraferma, che per le nuove concessioni sono diventate rispettivamente del 7% e del 10%. Ma la gran parte delle compagnie non paga nulla in virtù del fatto che sono loro stesse ad autocertificare la quantità di idrocarburi estratti senza che lo Stato eserciti alcun controllo. Esse inoltre godono di un regime piuttosto generoso di esenzioni durante il periodo di prova (anche per tale motivo molte compagnie cambiano spesso ragione sociale), di franchigie e deduzioni dei costi. Il risultato è che l’intero incasso per tutti i 181 pozzi attivi esistenti in Italia è stato nel 2012 di appena euro 276.529.819”.

Se il primo cittadino cupellese aveva accennato ai positivi riscontri occupazionali derivanti dallo sfruttamento delle risorse energetiche, i due ex parlamentari parlano esplicitamente di “balle”: “la manodopera è costituita da pochissime unità, per lo più specializzatissime, ad onta delle balle spudorate che la Medoil e i suoi corifei vanno spacciando: insomma a noi resta solo l’inquinamento e la devastazione di coste di alto pregio paesaggistico”.

Il documento firmato da Graziani e Staniscia si concentra nella parte finale sul caso Medoil in relazione proprio a quanto ipotizzato da Pollutri: “la Medoil ha in Italia 14 concessioni di coltivazione in esclusiva (tra terraferma e  mare)  e 35 concessioni in contitolarità con altre aziende, oltre a 5 permessi di ricerca. Orbene, dal sito del competente  Ministero non risulta (udite!udite!) che dal 2008 la Medoil abbia mai versato un euro di toyalties nelle casse pubbliche! Inoltre dal bilancio della Medoil si può arguire che la spesa per gli addetti italiani corrisponde a meno di 20 posti di lavoro in tutta l’Italia. Per tacere  dei disastri ambientali ed umani procurati da tali iniziative industriali in Sicilia (a Gela ed in altre località  dell’isola nasce una percentuale molto alta di bimbi malformati) e a Viggiano in Calabria. Comunque su tali questioni non risulta che il PD abbia mutato linea”.

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