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Sul piano della macroarea Monteferrante sta con Pollutri e Sciascia

Agostino Monteferrante
Agostino Monteferrante

Non si placano le polemiche sull’approntamento del Piano strategico della macroarea Vasto -San Salvo. Dopo l’attacco frontale di Angelo Pollutri ed Ernesto Sciascia, sindaci di Cupello e Monteodorisio, alla decisione dei loro omologhi di Vasto e San Salvo di escluderli dall’operazione e la controreplica di Giancarlo Lippis, oggi si registra l’intervento di Agostino Monteferrante, ex segretario cittadino di San Salvo del Partito Democratico.

In una nota diffusa alla stampa Monteferrante, da tempo in rotta con il management del partito soprattutto in vista delle regionali, scrive, allineandosi con la posizione dei due amministratori che hanno innescato la querelle:

“Il Piano Intercomunale deve interessare il territorio di Monteodorisio, Cupello, San Salvo e Vasto, a questi quattro comuni si può solamente aggiungere, certamente non togliere.

E’ di venti giorni fa la nota dei sindaci di Monteodorisio e Cupello che a giusta ragione reclamava l’inclusione, nel piano strategico in itinere, dei comuni da loro rappresentati, questione in verità già posta da moltissimo tempo.

Premesso che il piano di cui si parla era datato già alla presentazione e che in sostanza nulla mette e nulla toglie alle vicende territoriali odierne, è un dato che senza un autentico coinvolgimento territoriale di area vasta, nulla può essere considerato territoriale e tantomeno strategico.

E’ una questione, questa, al centro di un approccio di governo sul quale abbiamo, per lungo tempo, incentrato l’azione amministrativa e che, purtroppo, abbiamo visto via via annebbiarsi.

Bene ha fatto il capogruppo provinciale del Pd, D’Amico, a spostare il tema a livello sovra comunale.

Appare grave che a due sindaci che pongono un tema di così grande rilievo, non venga data nessuna risposta a meno di quella di un assessore cittadino, ai lavori pubblici (ad un sindaco non risponde un assessore: è una scortesia istituzionale!).

Succede quindi che mentre altri territori della nostra provincia (Lanciano ,Ortona , Atessa) cercano strade di copianificazione , il nostro, seppur negli anni all’avanguardia, ancora una volta perde il passo e rischia di rimanere indietro, imbrigliato al burocratese ed ai campanili ritrovati, fossero anche campanili costieri ed intercomunali.

Se le istituzioni tacciono, è certamente opportuno che si facciano sentire i partiti , in particolare il Pd a livello territoriale, poiché possiamo essere certi di tre cose:

senza solidarietà tra le città del vastese, quest’area, posta ai confini dell’impero, rischia di essere marginalizzata definitivamente;

senza condividere un progetto non potremo neppure lamentarci perché sarà stata colpa nostra non avere idee da esprimere;

senza idee non esistiamo”.

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