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Il Parco della Costa teatina si farà…ma le perplessità restano

cartina-parco-costaIl Parco della Costa teatina si farà: questo il sunto dell’incontro tenuto ieri nella Prefettura di Chieti tra il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, l’assessore Mauro Febbo, presidente del tavolo di coordinamento del Parco della Costa teatina, e gli 8 sindaci della Costa interessati.

In realtà, il ministro parla dell’esistenza di un accordo politico ”C’è accordo sul fare un parco che abbia il pieno consenso delle amministrazioni coinvolte, per costruire insieme la perimetrazione e ragionare sulla governance. Fare un parco è valorizzare un tratto di costa in tutte le forme”.

Poi, però, le sue parole lasciano trasparire come la vicenda non sia affatto chiusa e che, anzi, sono ancora molti i punti su cui lavorare “L’accordo politico sul fatto di costruire un parco con questi presupposti c’è. Ora bisogna che questi presupposti vengano concretizzati a partire dal ruolo che deve svolgere la Regione nell’azione di regia con la disponibilità del ministero ad accogliere le indicazioni che vengono dai comuni e con la volontà comune di costruire un governo del territorio”.

Già, perché non ci si può dimenticare come si sia giunti ad una nuova proroga dei termini per la perimetrazione del Parco sulla quale, e lo dice proprio il ministro, non poche sono le ostilità e le perplessità

“Penso che prima del 31 dicembre – ha proseguito il ministro Orlando – saremo nelle condizioni di fare il passo conclusivo. Mi pare che sulla perimetrazione la Regione abbia fatto un buon lavoro. Adesso – ha proseguito – il problema vero è dare un corpo politico, un sostegno politico, spiegare alle persone che molte ragioni che avevano visto delle ostilità possono essere superate e a livello normativo. Mi pare insomma che in questo senso molti degli elementi di perplessità possano rientrare e che ci possa essere una concordia complessiva degli enti coinvolti”.

Intanto, però, è passato oltre un decennio e non si è riusciti nemmeno ad approvare una perimetrazione. Noi lo abbiamo detto e scritto anche in altre circostanze e lo ribadiamo tuttora: se si pensa al Parco come volano economico e di opportunità anche imprenditoriali compatibili con la piena tutela ambientale e la vocazione turistica dei territori che siano in grado di garantire alla riserva di reggersi economicamente da sé senza gravare sui cittadini ben venga il nuovo Parco della Costa teatina; se invece si pensa ad un Ente che deve essere  il carrozzone per rimediare poltrone, senza alcune visione di progresso economico e che poi andrà a gravare sulle comunità interessate (perché un Parco così esteso va tutelato, vigilato, pulito, mantenuto in ordine e per fare tutto ciò servono fondi e non pochi) allora lasciamo che le cose restino così come sono.

Lu. Spa.

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