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Problema cinghiali, dalla Provincia nessun atto concreto

cinghialiNuovo affondo del capogruppo in Provincia del Pd, Camillo D’Amico, sulla questione della proliferazione eccessiva dei cinghiali che non pochi problemi sta creando a tutto il vastese.  “E’ trascorso più di un mese – lamenta D’Amico – da quando s’è tenuto il tavolo presso l’assessorato regionale all’Agricoltura sul problema dei cinghiali. Presenti erano le quattro province, le rispettive prefetture, le quattro Organizzazioni Professionali Agricole, oltre la struttura tecnica e dirigenziale dello stesso assessorato”.

Secondo l’esponente democratico quella fu l’occasione in cui si evidenziò come “l’unica provincia a non aver fatto nulla era quella di Chieti”.

Da allora, sempre secondo D’Amico non si sono registrati passi in avanti tranne “uno scarno comunicato del presidente Di Giuseppantonio, una lettera a firma dell’assessore Febbo al ministero dell’Ambiente per pianificare interventi all’interno dei parchi nazionali, l’annuncio e l’avvio di un corso per sele-controllori dell’Ambito Territoriale di Caccia del vastese. Dalla provincia di Chieti in concreto nulla”.

All’Amministrazione provinciale D’Amico rimprovera  di non aver presentato “nessuna proposta d’intervento urgente, alcuna formalizzazione di una regolamentazione più ampia e duratura, silenzio assoluto su ricerca di sinergie con A.T.C., mondo venatorio, ASL, forze di polizia, sindaci per mettere al fuoco iniziative immediate e mirate.

Il delegato alla caccia, che resta attaccato sì alla poltrona, ma inchiodato politicamente alla responsabilità di non aver fatto nulla in tutti questi anni, tace, non commenta e non agisce.

Il presidente della commissione consiliare, Franco Moroni, annuncia riservatamente iniziative che restano solo tali, il presidente della provincia, dopo il rituale comunicato stampa a seguito del tavolo regionale, non esprime più giudizi e parole al riguardo.

Nel frattempo il problema persiste e si consolida con i cittadini sempre più sbigottiti di fronte a tanta insipienza.

Quando dovremo ancora aspettare per constatare qualcosa di concreto? Forse Settembre quando si riaprirà la caccia ed il numero dei cinghiali calerà naturalmente per l’alto numero di abbattimenti”.

Intanto quello dei cinghiali resta innanzitutto un problema di sicurezza e ci si auspica che prima o poi si decida di fare qualcosa.

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