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Aumento dei consiglieri regionali, per Chiodi nessun poltronificio

(foto adnkronos)
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E c’è un’altra battaglia che si sta combattendo dentro e fuori l’Emiciclo ed è quella sulla norma che istituisce l’incompatibilità tra assessore e consigliere regionale che riporterebbe i numeri degli scranni occupati in Consiglio a 37, una modifica che potrebbe significare un maggiore esborso mensile per le casse dell’Ente di 640mila euro. Un orientamento quello assunto da Chiodi e C. che, peraltro in sede di Commissione ha trovato l’appoggio anche del rappresentante del PD Giovanni D’Amico, mentre Camillo D’Alessandro, capogruppo del medesimo partito, non ha risparmiato critiche.

Intanto, mentre già ieri Tonino Prospero (Rialzati Abruzzo) sosteneva che “L’aumento dei consiglieri da 31 a 37 si rende necessario e la spesa per retribuire i consiglieri in più non comporterà aggravio per le casse regionali perché gli stipendi di 31 basteranno per pagarne 37”, oggi ci è andato giù pesante il Governatore Gianni Chiodi: “Un volgare tentativo di svilire quanto di buono è stato fatto sulle nuove regole – ha detto il presidente –C’è chi vuol far credere che il dibattito sulla riforma della nostra Carta statutaria si giochi sull’altare del poltronificio e dello sperpero del denaro pubblico ma così non è. L’incompatibilità non costerà al cittadino abruzzese un euro in più“. Chiodi spiega che sul tavolo del confronto sono state poste “questioni di efficienza e di produttività della politica, di governabilità, di coerenza programmatica da tutelare come obbligo verso l’elettorato, contemplando anche la salvaguardia dei costi“. “E’ falso che ci sia un aumento della spesa pubblica – insiste il Presidente – perché viene assicurata l’invarianza dei costi complessivi per il funzionamento del Consiglio regionale che, comunque, con la riforma approvata sul taglio dei consiglieri, degli assessori e degli esterni consentirà un risparmio di oltre 2 milioni di euro all’anno che fa oltre 11 milioni in cinque anni“. Sulla questione della incompatibilità tra le cariche, il Presidente ricorda il “raggiungimento di un’ampia maggioranza che comprendeva anche il Pd, rappresentato in sede di commissione dal consigliere, Giovanni D’Amico. Perciò – spiega – la carta della delegittimazione giocata verso l’opinione pubblica dal Partito democratico fa cadere dalle nuvole“. Infine, la questione dei costi della politica per il Presidente “fa il paio con la definizione di regole per l’ottimale funzionamento degli organi della Regione. E poi, se proprio vogliamo parlarne allora dico che il Consiglio d’Abruzzo può vantare i costi più bassi tra le regioni italiane e che il mio Governo ha tagliato di un terzo la spesa pubblica e ridotto il debito del 25 per cento. In questo caso – ha concluso Chiodi – trattandosi di riforme, abbiamo voluto che fossero espressione di una ampia maggioranza. Se così non è non è un problema per nessuno di noi ma per la funzionalità del prossimo governo regionale“.

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