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Consiglio in agitazione: si aprono nuovi scenari?

Alla fine, e come da previsioni, il Bilancio consuntivo del 2012 è stato approvato: 13 i voti favorevoli, 8 i contrari (i consiglieri di opposizione presenti) e 1 astenuto (Luigi Marcello), mentre non passavano certo inosservate l’uscita dall’aula di Domenico Molino e l’assenza di Francesco Paolo D’Adamo e Mario Della Porta, che pure aveva partecipato al dibattito, tra i banchi dell’opposizione. La discussione sul documento è stata, però, molto animata alla luce delle dichiarazioni che l’hanno accompagnata.

Da una parte una maggioranza scossa dagli interventi di Luigi Marcello e di Domenico Molino che hanno sollevato questioni rilevanti intorno ad una attività amministrativa che, a loro dire, pare inefficace e non rispondente a quanto la città necessiterebbe; dall’altra un’opposizione che non si è lasciata sfuggire l’occasione di lanciare frecciate al curaro al centrosinistra proprio sul piano politico e nel giorno in cui si sarebbe dovuto dibattere del rendiconto della attività della maggioranza nel 2012.

Se da una parte c’è una maggioranza in cui qualcuno pensa che si debba trovare una convergenza di intenti con i due consiglieri dissidenti e la volontà di ricucire quelle che almeno in apparenza sembrano profonde lacerazioni e qualcun altro pensa a forme ritorsive soprattutto nei confronti di Giustizia Sociale e del suo capogruppo; dall’altra c’è un’opposizione che pur coesa nelle intenzioni di voto non lo pare altrettanto nelle intenzioni politiche.

E sì, perché mentre Massimo Desiati chiedeva le dimissioni della Giunta Lapenna, richiesta peraltro ribadita anche da Manuele Marcovecchio nelle sue dichiarazioni di voto sulla scia di quanto aveva già fatto in una conferenza stampa di qualche settimana fa, Davide D’Alessandro e Nicola Del Prete dichiaravano una certa apertura proprio a Luigi Marcello, “visto quanto ho sentito oggi mi verrebbe quasi voglia di iscrivermi a Giustizia Sociale e non lo dico in tono ironico” – ha detto Del Prete, accogliendo con favore l’invito fatto da questi al Sindaco sull’opportunità di spostare l’asse di governo cittadino più al centro.

Ed è forse questa una delle novità più interessanti della vicenda odierna che potrebbe aprire scenari fino ad oggi impensabili.

D’altronde, proprio D’Alessandro ha sempre ribadito il principio che, in questa fase di pesante congiuntura, Vasto ha bisogno che il sindaco arrivi alla fine del suo mandato e che potrebbe riuscirci anche con il suo appoggio su alcuni punti nodali dell’attività amministrativa.

Quel che pare evidente, dunque, è che certi equilibri corrono sul filo del rasoio e che anche nelle prossime settimane potrebbe esserci burrasca all’interno dell’Amministrazione cittadina, magari rinvigorita dalle decisioni sulla nuova Giunta che domani Luciano Lapenna comunicherà anche alla stampa.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

fotoreportage: Natalfrancesco Litterio

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