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Otto le imprese a rischio rilevante nel chietino

È stato presentato a Roma il rapporto di Legambiente e Protezione Civile che fotografa il quadro delle attività in Italia a rischio di incidente rilevante. Le due organizzazioni hanno interpellato le amministrazioni comunali di ben 739 comuni interessati dalla questione rivolgendo loro domande attinenti tali impianti per meglio definire anche il grado di sensibilità e di conoscenza delle tematiche oggetto del rapporto. Purtroppo solo il 29% dei Comuni  ha risposto. In Abruzzo gli impianti sotto la lente sono ben 26 allocati in 20 comuni differenti: 8 quelli sono in provincia di Chieti, 7 in provincia di L’Aquila, 7 nel Pescarese e 4 nel Teramano. Con riferimento particolare al nostro territorio provinciale, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare segnala una società di produzione e deposito esplosivi a piane di Santo Stefano a Frisa, uno stabilimento chimico-petrolchimico a Gissi, una distilleria a Villa Caldari di Ortona, uno stabilimento chimico-petrolchimico a Punta Penna a Vasto, una ditta di produzione ed esplosivi a Casalbordino, un deposito di gas liquefatti a Chieti scalo, una società di stoccaggi sotterranei a Cupello, il deposito di oli minerali dell’Eni in contrada San Pietro ad Ortona.

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