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Monteodorisio, tolti i sigilli alla casa dell’omicidio

Il nastro bianco e rosso messo dai carabinieri non c’è più. Le indagini all’interno della casa dell’orrore dove, il febbraio 2018, venne barbaramente ucciso Antonio Lizzi, 69 anni, probabilmente sono concluse. L’attenzione degli investigatori ora è concentrata altrove. E’ una ipotesi. Il riserbo degli investigatori concede solo supposizioni. Quindici mesi dopo quella tragica mattina d’inverno, sono stati in tanti a notare che attorno alla piccola casa di contrada Marracola alle porte di Monteodorisio dove il pensionato venne trovato cadavere dai militari, non c’erano più divieti.

La vittima fu ritrovata sull’uscio di casa. Un vista terribile si palesò agli occhi degli investigatori. Antonio Lizzi era stato ucciso dopo essere stato colpito barbaramente. Gli assassini purtroppo sono ancora sconosciuti.

Gli assassini (o l’assassino) si accanirono sul corpo martoriato schiacciandogli il torace. Antonio Lizzi abitava da solo nella casetta circondata dal verde.. In tanti in paese non nascondono il rammarico derivante dal fatto che chi ha ucciso il pensionato non sia ancora stato assicurato alla giustizia.

Anche se i sigilli alla casa sono stati tolti, le indagini coordinate dal procuratore capo della Procura del Tribunle di Vasto, Giampiero Di Florio, proseguono. Al momento al caso lavorano i Ris, reparti investigativi speciali di Roma che, più volte, si sono recati nella casetta del delitto. I carabinieri avrebbero avuto i primi riscontri positivi su indagini scientifiche ancora in atto.

La speranza è che , compiuti gli ultimi accertamenti, la Procura e i carabinieri possano mettere fine al riserbo che avvolge la vicenda e fare il nome del presunto assassino e dei suoi complici. Alcuni elementi individuati due mesi fa e raffrontati anche con le tumefazioni riscontrate sul corpo martoriato di Lizzi, hanno indirizzato gli investigatori verso un nuovo filone di indagini.

Un filone che ha riportato le indagini in paese. Il pensionato, ex dipendente Siv, trovò la gang nella sua casa al ritorno dal supermercato. Reagì e venne picchiato. Buttato a terra è stato preso a calci. Gli assassini lo hanno legato e massacrato di botte sperando di farsi dire dove fosse quel gruzzolo messo da parte e del quale Lizzi spesso parlava incautamente. Il colpo letale è stato inferto quando Lizzi era per terra. Uno degli assassini gli è salito addosso. La rottura delle costole ha perforato i polmoni. Il bavaglio probabilmente è stato messo dai malviventi prima di fuggire per impedire alla vittima di urlare e chiedere aiuto.

Gli investigatori hanno ultimato gli accertamenti nella casa di contrada Marracola ma sono in corso altre verifiche. Monteodorisio aspetta e spera con tutto il cuore che chi ha ucciso il pensionato con tanta brutalità possa essere identificato e assicurato alla giustizia.

Paola Calvano (Il Centro)

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