Azienda in fuga. L'appello. A San Salvo visita del giapponese Arima. I sindacati: mantenere alta l'attenzione. Il sindaco: vogliamo convincere la multinazionale a investire ancora in città

Denso, ecco il presidente ma è allarme sul futuro

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Lo spauracchio della concorrenza estera angoscia il Vastese. Se davvero Denso e le multinazionali dovessero scegliere l’estero, per il territorio sarebbe un drammatico ritorno agli anni 50. “Siamo molto preoccupati”, conferma il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana. “Se davvero Denso decidesse di investire in Ungheria sarebbe una perdita troppo importante per un territorio che non può perettersi una emorragia così devastante. Le attuali condizioni di viabilità in alcune zone delle aree industriali costituiscono un grosso problema sia per le imprese già insediate che per chi vorrebbe investire. Molti potenziali clienti arrivano da oltre confine e scappano dopo un sopralluogo. Chiediamo”, dice La Rana “un intervento urgente delle istituzioni. Hanno il compito di creare e mantenere, in base alle proprie competenze, le condizioni per la salvaguardia delle imprese esistenti e l’attrattività. Lo sviluppo del Vastese passa attraverso la crescita dei nuclei industriali. Solo così la ricchezza del territorio potrà misurarsi con la creazione di nuovi posti di lavoro piuttosto che sul numero di misure di assistenzialismo”.

Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, cerca di tranquillizzare gli industriali e la popolazione. “Faremo il possibile per convincere Denso a produrre i motori elettrici a Piana Sant’Angelo”, dice. “La situazione è delicata e va gestita con equilibrio. Denso e i lavoratori sanno che l’amministrazione comunale di San Salvo è, e sarà sempre dalla loro parte”.

Primiano Biscotti, segretario provinciale della Fim Cisl, è stato chiaro: «Denso è ancora in tempo», ha dichiarato il sindacalista, «ma per evitare scenari futuri disastrosi, la politica deve fare in fretta», ha ricordato Biscotti invocando servizi e infrastrutture.

Davanti ai viali di Piana Sant’Angelo disseminati di buche, così come le strade d’accesso torna in mente la domanda che il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio, fece un anno fa ai politici. «Perché i clienti delle grandi anziende dovrebbero scegliere San Salvo?».

«Per non morire, Vasto deve tornare nell’agenda della politica regionale e nazionale», invoca l’industriale Remo Salvatorelli. «A Punta Penna», spiega il capostipite dell’azienda Vastoarredo, «ci sono oltre 100mila metri quadri di capannoni vuoti. Ma se Vasto non ha più neppure un treno che ferma alla stazione: chi dovrebbe venire ad investire da queste parti?», chiede Salvatorelli. Eppoi c’è il porto. «Aspettiamo da dieci anni il dragaggio. E il famoso tratto ferroviario che permetterebbe alle aziende di arrivare con le merci fino in porto si farà o resterà anche quella una promessa? Essenziale poi è la viabilità. Raggiungere Vasto uscendo al casello Vasto nord è una impresa. Da dieci anni», conclude l’industriale, «aspettiamo attenzioni”.

Paola Calvano (Il Centro)

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