Il giallo di San Salvo. Caccia al veicolo dal quale sono stati esplosi i sette colpi. I proprietari dell'Alfa 159: ignoriamo chi e perché ci ha fatto questo

Spari contro l’auto, telecamere al setaccio

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Potrebbero essere le telecamere accese davanti alla filiale della BCC ad aiutare i carabinieri a risalire alla gang che all’alba di sabato ha giocato al tiro a segno contro l’Alfa 156 di una barista di origine straniera parcheggiata in via delle Viole. L’auto in realtà, anche se intestata alla donna, è usata normalmente dal figlio.

Il giovane, anche lui gestore di un bar, ha presentato una regolare denuncia ai carabinieri. “Quello che è accaduto è sicuramente grave“, dice il legale della famiglia, l’avvocato Marisa Berarducci.I miei clienti sono vittime di un’azione gravissima. Tuttavia non immaginano nemmeno chi possa aver avuto motivi così gravi per sparare contro la loro auto. Ignorano le ragioni del gesto”, taglia corto l’avvocato.

La zona in cui era parcheggiata l’Alfa è una zona centrale, a poche centinaia di metri dalla villa comunale. Nelle vicinanze ci sono due istituti di credito e qualche studio legale. Ma anche studi professionali e una redazione giornalistica. “Una zona“, dice infastidita un’anziana signora “frequentata e abitata da persone per bene”.

Via delle Viole rientra anche nel percorso fatto ogni mattina all’alba dal bus di pendolari diretti alla Sevel. Per chi ha sparato però tutto questo non è stato un problema. Fra i residenti c’è chi parla anche di un inseguimento seguito agli spari. C’è chi assicura di avere sentito il rombo di più motori e le sgommate di almeno due auto. Chi si è affacciato però ha visto solo la portiera dell’ elegante Alfa 156 nera crivellata di colpi.

Per questo sarà importante visionare le immagini delle telecamere accese lungo tutto il percorso fatto dall’auto in fuga dopo gli spari. La Procura sta cercando di decifrare il messaggio lanciato con qui colpi di pistola. Al momento non viene esclusa nessuna ipotesi. Il riserbo dei carabinieri sulla vicenda è totale. Gli investigatori non tralasciano nessuna pista, neppure quella rosa. Ma le modalità del gesto raccontano rabbia e determinazione. E’ stata una pioggia di proiettili quella che ha crivellato la portiera dell’auto eletta ad obbiettivo. Non certo un colpo solo. I carabinieri hanno repertato sette proiettili. Pare che i militari abbiano raccolto sull’asfalto anche altro materiale. I militari cercano di tradurre il pesante messaggio e cercano il movente.

Unica certezza, ad agire è stato qualcuno avvezzo a maneggiare una pistola e che ha una buona mira. Un’azione dimostrativa già di per se molto forte. Non certo la prima sparatoria a San Salvo degli ultimi 3 anni. La politica questa volta tace, ma sono in molti a ritenere che questo è uno di quei casi in cui il tacere non è meno eloquente del parlare.

Paola Calvano (Il Centro)

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