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Civeta, c’è il bando per il direttore generale

 “Comprovata qualificazione professionale ed esclusività del rapporto di lavoro”. Sono queste le caratteristiche – oltre ai requisiti di ammissione –  che dovrà avere il direttore generale del Civeta, il cui avviso, che sembrava in stand by, è stato pubblicato il 10 giugno, il giorno dopo le elezioni comunali. I candidati hanno tempo fino a lunedì 17 giugno per presentare domanda. Il rapporto di lavoro, regolato da un contratto di diritto privato, è a tempo pieno e determinato. La durata è fissata in 36 mesi, eventualmente rinnovabili. Il direttore generale percepirà 100mila euro l’anno. Insomma, il Civeta la cui assemblea dei sindaci dovrà decidere domani sulla regressione da società di capitali a Consorzio, ha deciso di accelerare sul reclutamento del direttore generale che, si legge sull’avviso pubblicato nell’apposita sezione dell’ente, dovrà fra le altre cose “supportare il Cda negli adempimenti societari in materia di controllo analogo, esercitare i poteri di gestione e di responsabilità che gli sono conferiti, occuparsi della implementazione e dell’aggiornamento dei regolamenti della società, sovraintendere all’attività tecnica, amministrativa  e finanziaria della società”.

I sindaci non favorevoli sono sul piede di guerra. 

“Ribadisco la totale contrarietà a tale decisione”, dice la sindaca di San Salvo, Emanuela De Nicolis, “il presidente del Cda, all’indomani del voto che ha coinvolto molti dei comuni soci , anziché attendere la proclamazione degli eletti e la ricostituzione delle assemblee civiche al fine di sottoporre alle medesime le delicate questioni attinenti la salvaguardia dei fondi Pnrr, ha dato priorità assoluta alla pubblicazione di un bando per la nomina di un direttore generale. Nonostante la contrarietà assoluta di alcuni comuni soci  e senza peraltro ricondividere in assemblea i criteri e i requisiti per il bando”.

Intanto domani alle 15, nella sede del Civeta,  è in programma l’assemblea dei sindaci (precedentemente rinviata), che deve decidere la “trasformazione regressiva in azienda speciale consortile” (cioè si torna alle origini) per non perdere i fondi Pnrr. 

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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