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Denso, la General Motors ordina la produzione di 700mila starter

Confermato alla Denso Manufacturing di San Salvo un ordinativo di 700mila starter per la General Motors, dispositivi che permettono l’avviamento dei motori delle auto ad accensione comandata, quando questi motori non sono alla temperatura minima di funzionamento. Il dispositivo può essere di tipo meccanico o elettronico. La General Motors li acquistava in Tennessee.

Ad aprile gli ordinativi saranno soddisfatti dai dipendenti della fabbrica abruzzese. L’ordine conferma la ripresa del sto italiano. Al momento non è stato ancora fatto il bilancio ufficiale dei volumi produttivi degli ultimi mesi, ma pare che abbiano fatto registrare un più 10% rispetto ad un anno fa.

Gran parte del merito va al nuovo amministratore delegato, Francesco Monaco. I lavoratori, da parte loro, hanno stretto i denti nel periodo più delicato e ancora una volta hanno dimostrato il loro attaccamento all’industria metalmeccanica dalla quale dipende anche un vasto indotto.

La speranza è che oltre agli starter, a primavera arrivino altri ordinativi. I sindacati nei giorni scorsi sono tornati ad invocare lavoro.

I sindacati sperano di incontrare a breve i dirigenti del colosso nipponico. Un faccia a faccia dovrebbe esserci a fine mese, ma la data non è ancora stata fissata. I sindacati discuteranno di Cig, ma anche di prepensionamenti, contratti di espansione e soprattutto investimenti. Prima della pausa natalizia i sindacati avevano incontrato a Piana Sant’Angelo il responsabile delle Risorse umane dell’azienda, Alfonso Orfanelli, chiedendo garanzie e nuovi prodotti.

Su questo punto Manzi, Fegatelli, Biscotti e Amicucci sono tutti d’accordo, servono nuove lavorazioni. Gli starter sono una boccata d’ossigeno ma serve anche altro lavoro. Gli ordinativi e così pure eventuali nuovi investimenti possono dare linfa al sito produttivo abruzzese. Un altro punto da chiarire è il numero di dipendenti che potrebbero voler andare in pensione volontariamente . Non si sa ancora se nel 2023 si potrà fare ancora ricorso ai contratti di espansione.

Paola Calvano

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