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Uccise il fratello nella lite al bar, i giudici: “La pena va ridefinita”

E’ stata annullata dalla Corte di Cassazione la sentenza della Corte d’Assise d’appello dell’Aquila che un anno fa aveva rideterminato la pena per omicidio preterintenzionale nei confronti di Domenico Tatangelo 62 anni, condannando l’uomo a dieci anni di reclusione.

La pena era stata ridotta di sei mesi perché era stato tenuto conto dell’attenuante della provocazione della vittima. Mercoledì la difesa di Tantangelo rappresentata dall’avvocato Antonello Cerella ha contestato la riduzione della pena di soli sei mesi ricordando che in caso di provocazione la sentenza avrebbe dovuto essere ridotta di un terzo. Ritenendo valide le argomentazioni dell’avvocato, la Cassazione ha annullato la sentenza di appello inviando il fascicolo alla Corte d’assise d’appello di Perugia per la rideterminazione della pena.

Grande la soddisfazione dell’avvocato, ma tanta tristezza e rammarico da parte della moglie della vittima che da sette anni attende giustizia.

L’accusa nei confronti di Tatangelo era di omicidio del fratello Mario, 53 anni. Il fatto avvenne il 22 febbraio del 2015 in un bar di Castiglione Messer Marino.

Nel corso del processo è emerso che Mario Tatangelo morì a seguito delle plurime complicanze connesse alla marcata “sindrome ipocinetica” (o immobilità) perdurata 7 mesi, conseguenza del gravissimo trauma cranico-encefalico riportato dalla vittima. Domenico Tatangelo ha sempre dichiarato di non aver voluto uccidere il fratello.

Sia per i giudici della Corte d’Assise che per i giudici di appello e anche per la Cassazione furono i pugni sferrati da Domenico durante una lite a provocare la caduta di Mario, il trauma cranico e poi la morte.

La furiose lite avvenne il 22 febbraio 2015. I due erano in un bar, iniziarono a bere e all’improvviso scoppiò una discussione che degenerò e iniziarono gli spintoni. Ad un certo punto Domenico colpì il fratello con due pugni sul volto che gli fecero perdere l’equilibrio. Mario cadde a terra e dopo aver battuto la testa perse i sensi. Trasferito a Pescara dal 118 gli venne riscontrata la frattura della calotta cranica. Il ricoverò in terapia intensiva non riuscì a salvargli la vita. Il 30 settembre Mario morì.

Paola Calvano

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