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Daniele Leone (FP CGIL) sulla sanità privata Abruzzo e sulla carenza degli infermieri nelle strutture private convenzionate

Sono ricercati come l’oro, li cercano anche all’estero, sono cruciali non solo negli ospedali pubblici dove mancavano come si è visto con l’emergenza COVID19, ma abbiamo scoperto che sono insostituibili e indispensabili nelle Case di Cura, nei Centri di Riabilitazione soprattutto nelle RSA, RP,CSSA, e per le cure sul territorio, etc. Sono gli infermieri uno dei pilastri del sistema sanitario e socio sanitario Nazionale
Invano li cercano all’estero ma con scarsi risultati.
Di pochi giorni fa la notizia sui media secondo cui il Gruppo Edos, ente gestore di 17 residenze per anziani in Italia, di cui 4 in provincia di Chieti, ha comunicato via ufficiale la pubblicazione del bando di affidamento privato delle proprie 4 residenze per anziani nel Chietino.
A fronte delle difficoltà incontrate dalla società Edos s.r.l. nella gestione del personale delle strutture del gruppo site in Abruzzo, ovvero delle Rsa/Rp San Giovanni, sita a S. Giovanni Teatino, Rsa San Vitale a San Salvo, Rsa Santa Rita a Santa Maria Imbarco ed Rp Buon Samaritano a Fossacesia, nonché della crescente difficoltà nel reperimento di personale assistenziale qualificato e infermieri in tutte le strutture citate.
Bene, di fronte alla crisi legata alla carenza infermieristica e di altri operatori mi domando e ci domandiamo: come mai oggi gli infermieri e le altre professioni sanitarie sono introvabili a tal punto che molte strutture socio sanitarie, RSA rischiano di chiudere alcuni reparti e servizi per la penuria.
Se gli imprenditori e le associazioni del settore socio sanitario, centri di riabilitazione, RSA, RP, CSSA, etc. non comprendono le cause, l’esodo purtroppo non solo proseguirà mettendo a rischio le strutture e la tenuta del sistema socio sanitario regionale e nazionale, ma l’esodo si fa concreto e irreversibile.
A mio giudizio le cause sono molteplici è partono dal 2012, da quando fu fatta la scelta di far uscire il settore socio sanitario, RSA, fuori dal contratto sanitario, a questo aggiungiamo che gli stipendi del settore socio sanitario RSA sono fermi al 2007, inoltre il settore socio sanitario RSA è preda del Dumping contrattuale.
Nel terzo settore e nel settore socio sanitario si contano oltre 40 CCNL, ognuno taglia i diritti e taglia le retribuzioni, poi abbiamo l’assenza di progressione di carriera, il costo dei corsi ECM a carico dei dipendenti, i turni pesanti, il demansionamento degli infermieri in corsia, gli organici ai limiti consentiti dalla legge, venir richiamati spesso durante il giorno di riposo, costretti a fare turni diurni perché il servizio notturno spesso si
preferisce darlo in appalto alle cooperative, gli straordinari che finiscono nel calderone della banca ore, la mancanza contrattuale di indennità professionale, etc. fa si che gli infermieri preferiscono lavorare nel pubblico o nel privato convenzionato che applica il contratto ARIS AIOP per acuti, o magari lavorare con la partita d’IVA, etc.
Qualcuno dimentica che gli infermieri che lavorano nelle Case di Cura, Centri di Riabilitazione, nelle RSA, RP, CSSA, etc. hanno un percorso di laurea triennale, sono iscritti all’Albo, fanno gli ECM come previsto dalle norme a loro carico, spesso sono anche in possesso di master, hanno sottoscritto l’assicurazione come prevede la legge, sono iscritti all’ordine, hanno un loro codice deontologico, etc., insomma hanno tutti gli
stessi requisiti caratteristiche dei colleghi che lavorano negli ospedali pubblici, nelle grandi Case di Cura o negli Ospedali Classificati, ed è giusto allora che rivendicano pari dignità retributiva e gli stessi diritti dei colleghi, ma questo vale anche per tutti i colleghi del settore: fisioterapisti, logopedisti, educatori, tecnici di radiologia, assistenti sociali, psicologi, terapisti occupazionali, etc.
Inoltre nel terzo settore e nelle strutture socio sanitarie RSA, centri di riabilitazione molto spesso il personale OSS è inquadrato come ausiliario socio sanitario specializzato, etc.
Ecco se non si interviene su tutta questa moltitudine di problematiche, se ci si ostina a firmare altri contratti che si vanno a sommare agli oltra 40 CCNL già esistenti, se non si migliorano le retribuzioni e i diritti la vediamo dura negli anni futuri, altro che caro Bolletta, qui si arriverà a contendersi gli infermieri come fanno le squadre di calcio con i calciatori al calciomercato.
Se si vuole intervenire urgentemente per arrestare l’esodo del personale da queste strutture bisogna rinnovare il contratto delle strutture socio sanitarie RSA centri di riabilitazione fermo nella parte economica al 2007, ci vuole immediatamente un intervento da parte degli imprenditori capace di far fronte allinflazione galoppante che ormai supera il 9%, che possa permettere ai lavoratori e alle lavoratrici di poter far fronte al
Caro bollette della Luce e del Gas.
Senza questi immediati correttivi l’esodo colpirà inevitabilmente altre strutture socio sanitarie, riabilitative, RSA, RP, CSSA, etc. del nostro territorio.
Il Coordinatore regionale della FP CGIL sanità privata Daniele Leone
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