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Camillo D’Amico: “Sui cinghiali solo paliativi e idee strampalate”

Il dibattito elettorale per le elezioni politiche del prossimo 25 Settembre prosegue e quanto ne sta venendo fuori, nei suoi contenuti, appare lontano dagli interessi dei cittadini elettori tanti dei quali palesano ed esprimono la voglia di astenersi dal voto.

Non è bel vedere ne sentire ma tant’è!

Al di là delle tematiche nazionali ed internazionali che tanto da vicino ci toccano come utenti per gli aumenti dei prezzi al dettaglio dei beni di prima necessità, dell’energia, del gas, dei carburanti pochi affrontano in maniera compiuta problemi di natura locale, territoriale, regionale che pur dovrebbero trovare interesse alla luce del fatto che non ‘eleggiamo’ ma ‘ratifichiamo’ scelte fatte altrove di chi siederà in parlamento a fare leggi ed esprimere la fiducia al governo che verrà per tutti Noi.

Sentire gli interventi di chi sta già ‘dentro’   nell’affrontare questi temi è rimandato a dopo senza però dire come e quando.

Tanti sono i problemi di cui si poterebbe parlare e confrontarsi senza rinviare ma mettendo in campo semplicemente le proprie idee e i relativi pensieri di una possibile soluzione; così facendo, con ogni probabilità l’interesse dei cittadini potrebbe risalire con un enorme beneficio alla partecipazione democratica al voto.

Non per provocazione ma perché lo ritengo un argomento di primaria importanza in quanto, ormai da anni, è pura emergenza sociale lancio una benevola provocazione a tutti i contendenti ossia come s’intende non produrre idee ma soluzione ed azioni concrete sul problema dei cinghiali.

Troppe idee sono state lanciate a caso e fiumi di inchiostro sono scorsi senza che il problema trovasse una soluzione sostanziale e definitiva; abbiamo avuto solo dei paliativi ed idee strampalate come cacciarli con archi e frecce!!!

I cinghiali unitamente ai lupi, loro antidoti naturali, sono arrivati sul mare generando non solo pericolo per l’intero ecosistema ma anche per gli esseri umani; ad essi si somma l’aumento consistente di cervi e caprioli ed, il tutto, sta generando un crescendo di abbandono nelle produzioni agricole.

Le istituzioni giocano una partita complicata perché non esiste coordinamento ed affrontano il problema senza una quadro normativo chiaro ed attuale rispetto alle esigenze correnti senza poi sottacere il complesso iter burocratico da affrontare quando, qualche amministratore locale, manifesta scelte decise perché bisogna attendere il parere dell’ISPRA che ha una visione lontana anni luce dalla realtà.

E’ il caso del comune di Vasto dove, il Sindaco Menna, vuole affrontare con decisione l’alta popolazione di ungulati presente nella riserva di Punta Aderci con le gabbie di cattura ma il parere dell’ISPRA non ancora arriva.

Concludo, quindi, lanciando un accorato appello a tutti i candidati di ogni parte politica in competizione a non sottovalutare e sottacere questa problematica perché parlandone riavvicina e non allontana l’interesse degli elettori.

Camillo D’Amico

 

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