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Insegne mai rimosse dalle strade, scatta l’accertamento sulle tasse

L’insegna lungo la circonvallazione Istoniense non è mai stata rimossa, nonostante la farmacia comunale Histonium sia stata venduta all’asta nel 2014. Così come esiste ancora e fa bella mostra di sé la targa di un bar di corso Mazzini (angolo corso Europa) che è stato chiuso cinque anni fa. Sono solo alcuni esempi di insegne che, oltre ad essere inutili e fuorvianti perché segnalano attività non più esistenti, minacciano il decoro urbano, come il palo arrugginito che spunta tra i rami di un albero in una delle arterie più centrali di Vasto.

L’esempio più eclatante è l’insegna della farmacia comunale Histonium. Percorrendo  la circonvallazione Istoniense salta all’occhio il cartello che segnala la presenza della struttura sanitaria. Eppure la farmacia non c’è più:  è stata venduta nel 2014, dopo l’indizione di un’asta pubblica che venne aggiudicata ad una farmacista di Bologna, unica a presentare l’offerta.

Da comunale divenne quindi privata e alcuni anni fa la farmacia Sansanelli si è addirittura trasferita in nuovi locali  a pochi metri di distanza, lungo la circonvallazione. Il cartello non è mai stato rimosso. E non è un caso isolato: lungo corso Mazzini, una delle arterie più trafficate della città, salta all’occhio la mega insegna di un bar che è stato chiuso circa cinque anni fa. Quei locali ospitano ora un punto informazioni Enel.

Perché la targa che poggia su un grosso palo è ancora lì? Qualcuno si è mai preoccupato di effettuare una ricognizione per censire il numero dei cartelli che segnalano attività che hanno chiuso i battenti o che si sono spostate?. Qualcosa si muove. E’ di questi giorni la notizia di una nuova società, la Credit  Network & Finance (Cnf), che ha avuto in gestione dal Comune i servizi di accertamento, riscossione ordinaria e coattiva delle imposte comunali. La sede degli uffici è in viale Perth.

“La ditta sta effettuando una ricognizione per verificare se i titolari delle attività sono in regola con i versamenti, in caso contrario inviano avvisi per sollecitare il pagamento della tassa dovuta per le insegne”, spiega l’assessore ai tributi, Gabriele Barisano, “per i locali che nel frattempo sono stati chiusi scattano una serie di controlli incrociati con l’ufficio patrimonio del Comune per risalire ai proprietari e per ordinare la rimozione delle targhe. E’ un lavoro che richiede tempo”. 

Per le insegne che hanno la funzione di indicare la presenza di un negozio o di una attività commerciale  si paga una imposta comunale che si calcola in base alla superficie. La società che ha in gestione la riscossione delle tasse comunali ha già inviato una serie di avvisi per sollecitare i pagamenti.

Anna Bontempo (Il Centro)

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