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Perché Berlusconi rischia di non essere eletto? Intervista al professor Guido Brunetti

Cresce l’interesse di stampa, tv e opinione pubblica sull’imminente  elezione del presidente della Repubblica. C’è incertezza al riguardo. Mentre il centrosinistra è ancora alla ricerca di un suo candidato, il centrodestra ha deciso di puntare le sue carte su Silvio Berlusconi. E’ un atto formale oppure ha solide  basi?  C’è scetticismo. Tutto appare un mistero e nessuno finora sembra avere idee chiare. Per saperne di più, e per cercare di entrare in profondità e penetrare l’ombra dei tanti enigmi che avvolgono il cervello umano abbiamo chiesto al professor Guido Brunetti, neuroscienziato e brillante scrittore, di darci alcune indicazioni in materia.

Perché Berlusconi rischia di non essere eletto presidente della Repubblica?

“La risposta è complessa, poiché le ragioni sono numerose. Ne indichiamo tre”.

Qual è la prima?

Ho studiato, tra l’altro, anche il sistema comunicativo dei principali alleati di Berlusconi, i segni e i significati. In particolare, il linguaggio parlato e gestuale, le posture, le pause, la mimica facciale, le reazioni del viso, il timbro e la qualità della voce, i movimenti oculari, i gesti, il sorriso. Sono emersi alcuni caratteri, quali convenzionalità, simbolicità, linguaggio involuto, superficiale e frammentario, insicurezza, assenza di strategie e di visioni alte, povertà di contenuti, distanziamento, ambiguità, contraddizioni. Ostentano lealtà (excusatio non petita…), ma sempre accompagnata da ‘ma, forse, però, perplessità, distinguo, resistenze, rumori di fondo, incertezze. Mentre si proclama compattezza affiora una finzione di unità”.

E la seconda?

“E’ quella che chiamo la sindrome rancorosa del beneficato. Ricerche neuro scientifiche e la mia lunga attività clinica mostrano che spesso atti gratuiti di benevolenza, generosità, altruismo, empatia producono sentimenti negativi, ostili.

Si tratta di un sordo, ingiustificato sentimento di rancore che coglie chi ha ricevuto del bene”.

Che cosa accade nel cervello del beneficato?

La persona si sente in una condizione di inferiorità, vergogna, svalutazione di sé, perdita della propria identità. Si crea uno stato emotivo e mentale che volge non alla gratitudine, ma al risentimento e all’invidia. L’ingratitudine è un ‘demone mediocre’, mentre la gratitudine dà benessere soprattutto a chi la riceve”.

In che cosa consiste la terza ragione?

“E’ strettamente legata al discorso finora condotto. Riguarda l’argomento del parricidio. Un tema presente nelle maggiori opere di Freud, il quale tratta l’uccisione simbolica del padre da parte dei figli. Nei miti e nella storia c’è odio verso il ‘padre-padrone’, un sentimento che finisce per condurre per l’appunto i figli alla sua eliminazione (simbolica). I figli, frustrati, insicuri e immaturi, decidono di ribellarsi contro il padre e di condannarlo”.

Come concludere? 

“Sempre le ricerche nel campo delle neuroscienze, hanno dimostrato che il cervello umano è una combinazione di bene e male, miseria e nobiltà, odio e amore, altruismo ed egoismo. Spesso vince il neocervello, la parte più nobile del cervello umano. Altre volte invece vince il cervello rettiliano, la parte più antica e malvagia dell’essere umano.

Queste  riflessioni vogliono essere un contributo scientifico alla comprensione della mente umana e delle grandi questioni, riguardanti la vita di tutti noi chiamati a dare il proprio apporto al progresso dell’umanità”.

Anna Gabriele

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