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Furti nella auto in sosta a Vasto Marina, 11 testimoni sfilano davanti ai giudici

Si accendono i riflettori sul processo dell’operazione “Street predator”, legato alla banda specializzata nei furti nelle auto accusati di associazione per delinquere finalizzata al compimento di furti, prevalentemente ai danni di autovetture in sosta sulla riviera, e successivo indebito utilizzo delle carte di credito.

Martedì davanti ai giudici del Tribunale di Vasto sono sfilati i testimoni della pubblica accusa. Sette di loro sono vastesi, B.F., 47 anni, S.M. 46, B.R., 48 anni, B.V., 25 anni, Z.P. 53 anni,C.G., 54 anni , Z.G, 23 anni, mentre un’ottava è T.I.L. 31 anni romena, indagata. Undici invece le persone ascoltate dal collegio di giudici e dal pm, Michele Pecoraro. A difendere gli imputati gli avvocati Isabella Mugoni, Raffaele Giacomucci, Pino Sciarretta e Giancarlo D’Angelo. 

In aula i giudici hanno ascoltato anche il perito che aveva eseguito le intercettazioni telefoniche e i carabinieri. Le vittime si sono costituite parte civile. A rappresentale l’avvocato Nicola Artese.

Cinquantatrè le carte di credito rubate in altrettante vetture parcheggiate sulla costa Adriatica. Secondo i carabinieri il gruppo non sceglieva le vittime a caso. La gang mirava infatti e soprattutto alle carte di credito.

La base logistica era a Vasto a casa di una coppia, B.F., 47 anni e S.M. 46.

Paola Calvano

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