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Green pass, in Abruzzo raddoppiati i test in 24 ore

Nessun particolare problema in Abruzzo e in Molise nelle prime ore dell’entrata in vigore dei controlli sul possesso della certificazione verde per l’accesso ai luoghi di lavoro. Non sono mancati, però, dubbi e situazioni poco chiare, come nel caso di chi, avendo ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid nelle ultime ore o nei giorni scorsi, non è ancora in possesso del Green pass.

O di chi, entrando in farmacia dove ha prenotato il tampone, chiede se allo scadere della validità dovrà abbandonare improrogabilmente, su due piedi, l’ufficio o il negozio.

I controlli sono scattati sia nelle pubbliche amministrazioni sia nelle realtà private. In Abruzzo sono circa centomila le persone in età lavorativa non vaccinate, in Molise 43mila. Con l’obbligo di Green pass sono quindi più che raddoppiati i tamponi antigenici eseguiti nelle ultime 24 ore in Abruzzo, 10.577 contro i 4.336 di ieri, già in aumento rispetto ai giorni precedenti. “Ieri abbiamo eseguito più del doppio dei tamponi prenotati – afferma un farmacista di Pescara – Vengono esclusivamente persone non vaccinate che hanno bisogno del Green pass per andare al lavoro. Siamo stati costretti a evitare l’esecuzione di numerosi test perché a ridosso dell’ora di chiusura. Siamo solo all’inizio, ma l’impressione è che la richiesta sia superiore alle nostre capacità”. Conferma una farmacista della provincia dell’Aquila: “E’ stato un delirio. C’è anche chi mi ha chiesto cosa fare allo scadere delle 48 ore. Mi pare ovvio che non si possa diventare contagiosi da un minuto all’altro e che i controlli si debbano fare all’ingresso in un luogo, ma si tratta di questioni che, in effetti, non sono state chiarite”. Ci sono poi casi limite come quello della donna molisana che, non potendo ricevere il vaccino a causa di allergie, attende da settimane il Green pass e non è riuscita a ottenere, nel frattempo, neanche una certificazione sostitutiva a causa di “rimpalli di competenze”.

Intanto gli attivisti ‘No Green Pass’ di Abruzzo e Marche hanno avviato una nuova forma di protesta, indossando una fascia tricolore sul braccio sinistro per dare un “segnale di presenza e vigilanza continua”. “Obbedienti alla Costituzione, pacificamente, continuiamo a manifestare il nostro dissenso contro il ricatto vaccinale, verso tutte le forme di limitazione delle libertà fondamentali e contro ogni azione discriminatoria, irresponsabile e incauta verso i minori”.

“Non ho notizie di problemi particolari – ha detto nel primo pomeriggio il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio – Mentre in altre regioni ci sono tensioni molto forti, qui, grazie anche all’attività di vaccinazione, dialogo che abbiamo fatto, probabilmente abbiamo risultati un po’ diversi”. 

Fonte Ansa

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