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Ore ridotte a scuola, Pennetta: “Scelta incomprensibile, dalla parte dei genitori contrari a questa scelta”

«Dare voce a questa scelta a che a molti pare un’ingiustizia perpetrata nei confronti di bambini, che nemmeno sono ancora adolescenti, e a molti altri priva di fondamento: questo mi è stato chiesto da tanti e questo sento di dover fare, dare voce a un disagio fortemente sentito e a una protesta sempre più crescente. Stiamo parlando della scelta della dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Paolucci di ridurre per gli studenti delle scuole medie l’orario settimanale scolastico dalle 30 ore dovute a ben cinque in meno. La preside lo avrebbe fatto appellandosi alla clausola prevista “di causa di forza maggiore”, dunque in linea con le leggi. Ma la leicità dell’atto non è il punto.

Il punto è altro. Ci chiediamo, come se lo chiedono i genitori contrari a questa decisione, quale sia la causa di forza maggiore, adesso. Davvero il mercato, che lì c’è sempre stato?

Al di là di ogni sforzo, che pure facciamo per capire i motivi di questa decisione, resta un fatto che proprio è difficile da condividere: adesso, dopo due anni di lezioni a singhiozzo, di chiusure prolungate e assenza dalle aule, dunque adesso bisognava di ridurre le ore a scuola? È giusto farlo? Non possiamo non porci questa domanda, non possiamo non fare nostro l’allarme che è salito tra le famiglie coinvolte da questa decisione dirigenziale che ai più suona quantomeno arbitraria. Non possiamo non stare dalla parte di tutti quei professori che sono perplessi per il taglio delle lezioni a scuola. Un giorno in meno è una cosa seria. C’è chi prospetta, tra l’altro, il danno erariale, perché il personale della scuola verrebbe pagato come sempre pur lavorando cinque ore in meno: non spetta a noi dire se sia così, magari lo faranno gli organi deputati, se interpellati, a noi interessa adesso la formazione e il futuro dei nostri ragazzi.

La mancata frequentazione fisica della scuola si è rivelata molto compromettente per la loro formazione, che, ricordiamolo, è un diritto costituzionale e un dovere dello Stato assicurarla, dunque di chi è operativo, a qualsiasi titolo, nel mondo della scuola. Gli ultimi dati ufficiali di monitoraggio sul livello di apprendimento e sulla qualità dello stesso, pensiamo alle prove Invalsi, sono stati allarmanti, e non per colpa dei nostri studenti o dei loro professori. Proprio a questi ultimi dobbiamo gratitudine per quello che hanno fatto e fanno, affrontando situazioni del tutto inedite anche per la loro esperienza di insegnanti.

Dunque, alla luce di tutte queste necessarie considerazioni, viene da chiederci ancora come sia possibile che un dirigente scolastico, per altro di una scuola dell’obbligo, nella nostra città decida di ridurre le ore scolastiche, senza, a quanto riferiscono genitori assolutamente preoccupati per questa decisione, alternative di compensazione valida (sempre ammesso che ci sia una compensazione valida alle lezioni in presenza).

Non ci sono attività progettuali o laboratori che tengano a fronte di quello che apparirebbe come un torto all’istruzione di intere classi di studenti».

Così si esprime l’avvocato Angela Pennetta, candidata a sindaco di Vasto con l’Arcobaleno e l’Orizzonte è Vasto, invitata sul tema a farsi portavoce del dissenso espresso da molti genitori della scuola media dove sono state ridotte le ore di lezioni.

 

 

 

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