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Vasto, un museo per ricordare i sette capodogli spiaggiati

La liberazione in mare delle tartarughe Diana e Sheldon ha chiuso in bellezza domenica la giornata dedicata al ricordo dei sette capodogli che il 12 settembre 2014 si arenarono sulla spiaggia di Punta Penna, nella riserva naturale di Punta Aderci. Un evento che vide la mobilitazione di centinaia di persone e che la Cogecstre, la cooperativa di Penne che gestisce l’area protetta, ha voluto commemorare insieme allo staff del Life Calliope, agli esperti del Centro Studi Cetacei e al Wwf Zona Frentana e Costa Teatina,  con una giornata dedicata al mare.

“Lo spiaggiamento dei 7 capodogli è divenuto per la riserva di Punta Aderci una giornata per ricordare, ma anche un momento di riflessione e di approfondimento delle ricerche e delle azioni di salvaguardia del mare”, spiegano gli organizzatori, “proviamo a dare il nostro piccolo contributo a supporto del progetto Life Calliope, finanziato dalla Comunità Europea per studiare e tutelare la nostra costa e che vede il Comune di Vasto partner. Dal 2014 insieme al Wwf Costa Frentana e Costa Teatina abbiamo iniziato a dedicare questa giornata al mare e a tutte le sue creature, mare tanto amato e protetto dalla nostra compianta presidente Fabrizia Arduini. Ringraziamo il sindaco Francesco Menna e l’assessore all’ambiente Paola Cianci per il sostegno a questa iniziativa”.

Non è stato l’unico evento dedicato allo spiaggiamento di quelle meravigliose creature. Quest’anno per la prima volta è stato organizzato il “Festival dei sette capodogli”, tre giorni di incontri e iniziative, dal 10 al 12 settembre,  tra Vasto, Dogliola e Tufillo.  L’evento, dedicato alla memoria dell’ex sindaco Luciano Lapenna,  è stato organizzato da Nuova Libreria, Associazione arTeaLter e Gruppo Fratino Vasto, in collaborazione con Centro Studi Naturalistici, Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno, Stazione Ornitologica Abruzzese, e i Comuni di Vasto, Dogliola, Tufillo.

Nel frattempo il capogruppo del Pd, Marco Marra rilancia il progetto per la realizzazione di un museo dei capodogli spiaggiati.

All’epoca ero assessore alle Riserve e alle aree protette”, ricorda Marra, “ricevetti una telefonata dalla Protezione Civile che mi informava di quel triste spettacolo sulla spiaggia di Punta Penna. Alle 6.30 ero sul posto e non credevo ai miei occhi. Il resto della storia la conoscono tutti. Esattamente un anno in consiglio comunale sono stato promotore di una delibera, votata all’unanimità, che impegnava l’amministrazione a recuperare gli scheletri dei capodogli ed avviare la progettazione di un museo, che a me piacerebbe a cielo aperto, all’interno della Riserva, a futura memoria di un evento che ha sconvolto e nello stesso tempo unito una comunità a tal punto da far compiere un mezzo miracolo: salvare 4 di quei 7 giganti del mare. Davanti a tanta tristezza è prevalso il senso di comunità. A dimostrazione che la coscienza collettiva può avere un grande potere di cambiare lo stato delle cose, anche le più difficili. Il recupero degli scheletri, oltre al valore educativo sui cambiamenti climatici e le sue disastrose conseguenze ambientali, può diventare un elemento attrattivo per la nostra città. L’obiettivo è quindi quello di portare a compimento l’indirizzo del consiglio comunale: il Museo dei capodogli spiaggiati”, conclude il capogruppo del Pd.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

 

 

 

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