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Viaggio nel mondo del doppiaggio. Intervista a Federica Valenti, voce di Dexter da “Il laboratorio di Dexter”

 

Sesta tappa di questo meraviglioso “itinerario” nei meandri della straordinaria arte del doppiaggio. La protagonista di oggi è Federica Valenti (Torino, 29 giugno 1969), attrice e doppiatrice, nonché voce italiana di Dexter da “Il laboratorio di Dexter”, Chopper da “OnePiece” e Pan da “Dragon Ball GT”. Qui di seguito l’intervista telefonica che Federica ha voluto gentilmente rilasciare al nostro giornale.

Salve Federica, per prima cosa vorrebbe parlarci dei suoi inizi?

Da ragazza mi iscrissi ad una scuola di teatro della mia città, Torino, ed iniziai così a studiare recitazione. Al secondo anno di corso, il mio insegnante mi consigliò di provare a fare doppiaggio. Sinceramente non avevo mai preso in considerazione l’idea di intraprendere questa carriera. Anche perché per me i doppiatori erano artisti del calibro di Giancarlo Giannini e Gigi Proietti, di conseguenza il doppiaggio mi sembrava un mondo quasi inaccessibile e ben al di sopra delle mie capacità. Perciò quando andai a fare il mio primo provino in sala, non mi sarei mai aspettata di venire presa; invece non solo riuscii a superare l’audizione, ma poco dopo scoprii anche di avere una certa predisposizione per il microfono. In seguito iniziai a frequentare un corso di doppiaggio e ad ottenere le prime parti. Ciò nonostante a Torino non ebbi molte opportunità lavorative. La svolta vera e propria avvenne quando mi trasferii a Milano, per lavorare alla “Merak Film”. Infatti qui conobbi Giuseppe “Cip” Barcellini, che è stato il mio “padre professionale” e a cui di fatto devo tutto, per quanto riguarda la mia carriera da doppiatrice. Inoltre ho anche continuato a fare teatro, riuscendo così a far convivere entrambe le mie passioni.

Lei è nota principalmente per il suo lavoro nel mondo dell’animazione, dove ha prestato la voce ad una miriade di personaggi. Le piace doppiare questo genere di prodotti o preferirebbe lavorare più su altro?

Ad essere sincera è una domanda che non mi sono mai posta. Difatti io adoro lavorare al microfono, a prescindere dal tipo di prodotto che mi ritrovo a doppiare. La mia esperienza nel mondo d’animazione è stata, ed è tuttora, bellissima e molto emozionante. Certo non mi sarebbe spiaciuto dedicarmi maggiormente anche ad altri generi, ma ribadisco che quello che amo fare è registrare, indipendentemente da tutto il resto.Tra l’altro ho avuto anche l’opportunità di dare la voce a personaggi che con il tempo sono diventati celebri ed iconici.

Senza contare che, proprio grazie ai ruoli nell’animazione, lei è entrata nei cuori di moltissimi ragazzi.

Infatti. Anche se devo dire che all’inizio non mi resi conto che la mia attività potesse venir seguita ed apprezzata da qualcuno: l’unico mio pensiero era quello di dare il massimo in sala doppiaggio. Solo anni dopo realizzai che il lavoro mio e dei miei colleghi aveva toccato ed influenzato un’intera generazione.

Uno dei personaggi più celebri che ha interpretato è Dexter dalla serie “Il laboratorio di Dexter”. Cosa può raccontare di questa sua esperienza?

Quello che mi ricordo sono le tantissime risate, per via della comicità della serie, e la fatica…davvero molta fatica. Infatti dal punto di vista vocale e tecnico, doppiare il personaggio di Dexter è stato parecchio complicato. Era un bambino che si comportava come un adulto, quindi richiedeva un tono particolare. Inoltre, se da una parte dovevo pur sempre fare una “voce da cartone”, dall’altra era necessario che essa si potesse adattare alla struttura ed alla complessità del personaggio.

Un altro ruolo che l’ha fatta conoscere al grande pubblico è Tony Tony Chopper dall’anime “OnePiece”.

Certamente. Chopper è un altro personaggio divertente e ben costruito e mi è sempre piaciuto poterlo doppiare. Inoltre è uno dei ruoli più longevi che ho avuto, tanto che lo interpreto ancora oggi. Devo ammettere che vado a nozze con questo tipo di caratteri, sia dal punto di vista vocale che recitativo. Mi trovo particolarmente bene, infatti, nel ricoprire ruoli ironici e vivaci come per l’appunto Chopper o lo stesso Dexter.

Fra tutti i personaggi animati a cui ha prestato la voce, ce ne è qualcuno che ha preferito doppiare? Se sì, perché?

Come detto io adoro stare al microfono, quindi mi sono divertita tantissimo a doppiare praticamente ogni mio personaggio. Certo ce ne sono alcuni che ricordo maggiormente con affetto, compresi i già menzionati. Mi ha emozionato molto, ad esempio, dare la voce al fantasmino Casper, nell’omonima serie animata degli anni Novanta. Questi è un personaggio molto dolce e delicato, che è letteralmente riuscito ad incantarmi con la sua tenerezza. Poi per citarvene altri, Pan di “Dragon Ball GT”  è stato sicuramente un ruolo importante, che è finito anche per diventare un’icona per i fan della serie. Anche Ai Haibara di “Detective Conan” è stata una parte molto bella ed affascinante. Precedentemente in questo anime, in verità, avevo già doppiato, per più di trecento episodi, il personaggio di Ayumi, che però era molto meno particolare di Ai; difatti era la classica bimba dolce e tenera, presente in molte serie animate. Mentre invece Ai ha una personalità complessa ed estremamente intrigante. Ciò perché, e chi conosce l’opera lo sa, in realtà è un’adulta nel corpo di una bambina. Insomma davvero un bel personaggio, a cui ho adorato prestare la voce. Però un ruolo che mi ha toccata nel profondo è stato senza dubbio MimìAyuhara, protagonista dell’anime “Mimì e la nazionale di pallavolo”. Infatti questa era una serie che io stessa seguivo da ragazzina, perciò quando seppi che avrei interpretato proprio il personaggio principale, ne fui contentissima. È stata davvero una meravigliosa esperienza!

A questo punto, potrebbe dirci se ti trova meglio a lavorare sull’animazione occidentale o su quella orientale?

Sono due prodotti molto diversi. Gli anime, per esempio, hanno un ritmo molto più serrato e spesso le loro trame sono più drammatiche e “cinematografiche”. Invece i cartoni occidentali posseggono un tono molto più “morbido” ed “leggero”. In ogni caso,mi sono trovata sempre benissimo con entrambi questi generi.

Riguardo la sua carriera da doppiatrice, c’è qualche ricordo in particolare che vorrebbe condividere?

Un ricordo che porterò sempre nel mio cuore è l’incontro con Maurizio Torresan, alias Paolo Torrisi. Infatti Maurizio, oltre ad essere uno dei miei miti, visto che aveva doppiato molti cartoni e serie televisive della mia infanzia come “Grisù il draghetto” e “Tre nipotini ed un maggiordomo”, è stato anche uno dei più grandi maestri che ho avuto la fortuna di avere. Mi ha davvero insegnato tantissimo sul mestiere del doppiatore. Lavorare affianco a lui e sotto la sua direzione, in serie come “Dragon Ball GT”  e “Doraemon”, in cui a proposito interpreto Shizuka, è stato davvero una fantastica opportunità. Per questo motivo, l’augurio che generalmente faccio a tutti gli aspiranti doppiatori è di avere la possibilità di apprendere da un grande professionista, che sia disposto a condividere la sua esperienza ed a far loro da mentore.

Prima di chiudere, potrebbe parlarci di qualche progetto a cui sta lavorando?

Oltre al doppiaggio, ultimamente mi sto concentrando molto sulla mia compagnia teatrale. Infatti nel 2001 ho fondato, insieme a Claudio Ottavi Fabbrianesi, l’accademia di recitazione “Il Piccolo Teatro d’Arte”, che,per l’appunto, qualche anno fa è diventata anche una compagnia vera e propria, formata interamente da attori sotto i diciott’anni. Di recente abbiamo pensato di introdurre anche un corso di doppiaggio, che inizierà l’anno prossimo e verrà tenuto da me, assieme a Gianluca Iacono e Sonia Mazza. Non c’è bisogno di dire che tengo moltissimo a questo progetto e che ci sto dedicando moltissimo tempo ed impegno. Voglio fornire ai miei allievi, oltre ad una formazione teatrale, anche le basi dell’arte del doppiaggio, che ritengo essere un patrimonio inestimabile.

Cesare Vicoli

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