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Furci, il Tar boccia la discarica di rifiuti speciali

Annulla il parere del Comitato Via della Regione Abruzzo e l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) a firma del dirigente del servizio gestione rifiuti e impone lo stop alla discarica da 150mila metri cubi per rifiuti speciali non pericolosi che la società Vallecena avrebbe voluto realizzare in località Cicella a Furci, a  poca distanza dall’impianto del Civeta di Cupello.

Ha accolto il ricorso del piccolo comune dell’hinterland vastese il Tar dell’Aquila che, a novembre del 2020 aveva sospeso i lavori per la realizzazione dell’invaso con un decreto monocratico firmato dal presidente Umberto Realfonzo. E’ giunta quindi al capolinea una lunga vicenda giudiziaria iniziata sedici anni fa con la presentazione del progetto da parte della società proponente.

L’accoglimento del ricorso da parte del Tar dell’Aquila è una vittoria per il comune di Furci  che con il sindaco Angelo Marchione  è da sempre in prima linea nella battaglia contro la discarica. Per i giudici amministrativi regionali – presidente Realfonzo, affiancato da  Mario Gabriele Perpetuini e Maria Colagrande – sono del tutto condivisibili le argomentazioni portate avanti dall’amministrazione comunale tramite l’avvocato Herbet Simone che aveva contestato la legittimità del parere favorevole del Comitato di valutazione di impatto ambientale della Regione e l’autorizzazione finale del servizio rifiuti.

Entrambi i provvedimenti sono stati annullati dal Tar dell’Aquila che ha accolto la tesi portata avanti dal comune di Furci. La mobilitazione contro la discarica da 150mila metri cubi per rifiuti speciali non pericolosi da realizzarsi in località Cicella, che vede in prima linea il sindaco Marchione ed altri amministratori del territorio, è stata condivisa in tutti questi anni anche dal Forum H2O e dal Comitato per la difesa del comprensorio.

Secondo i due sodalizi la Regione, nel rilasciare l’autorizzazione  non ha tenuto conto delle enormi criticità ambientali della zona interessata alla realizzazione della discarica, a poca distanza dall’impianto del Civeta di Cupello, ma in agro di Furci. In particolare il progetto viene ritenuto dannoso per lo sviluppo economico di un territorio di grande pregio dal punto di vista dell’agricoltura. Tra i motivi del no anche la presenza di un tratturo e di una falda nell’area interessata alla realizzazione dell’invaso.

I tentativi per realizzare la discarica in località Cicella vanno avanti dal 2005, prima con un progetto per la realizzazione di un invaso per lo smaltimento di rifiuti pericolosi (istanza poi decaduta nel 2016), e poi con l’impianto per rifiuti non pericolosi  approvato definitivamente dalla Regione nel 2020. Numerose le assemblee pubbliche e manifestazioni di protesta organizzate in questi anni, alcune delle quali si sono svolte in Regione in occasione di conferenze di servizi.

Anna Bontempo (Il Centro)

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