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Costanzo, Leone, De Felice: “Ancora oggi ci sono diverse categorie di lavoratrici non sono state vaccinate”

Le RSA CGIL FP e UIL FPL, hanno inviato una lettera all’Assessore alla Sanità dottoressa Nicoletta Veri, al Direttore Generale dell’ASL2, dottor Thomas Schael e alle Autorità sanitarie dell’ASL2, impegnate nell’emergenza della pandemia in atto chiedendo che l’obbligo vaccinale non si applichi solo agli “operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali, pubbliche e private”. Ma venga esteso anche ai “prestatori di lavoro dipendente sia in regime di contratti con cooperative che in regime di contratti con le agenzie, purché svolgano il loro lavoro nelle strutture sopracitate, così come richiesto da diverse altre strutture aderenti a diverse associazioni imprenditoriali”.

I Sindacati ribadiscono che ancora oggi diverse categorie di lavoratrici non sono state vaccinati. Ci riferiamo alle lavoratrici e ai lavoratori dei servizi come la cucina/mensa, etc. che appunto lavorano nelle strutture sanitarie sociosanitarie, Rsa, ancora oggi esclusi dal Piano di vaccinazione, avviato ormai da diversi mesi.

È quanto affermano Ferdinando Costanzo, Daniele Leone Cgil FP e Camillo De Felice Uil FPL nella lettera inviata all’assessore alla Sanità dottoressa Nicoletta Veri e al Manager dottor Thomas Schael.

I sindacati spiegano: Riaprire le strutture socio sanitariersa ai familiari, più che un desiderio legittimo è una necessità. Non è pensabile che ancora si tengano gli anziani dentro e i familiari fuori. Ma prima di riaprire chiediamo di verificare se oltre al personale sanitario siano state vaccinate le lavoratrici e lavoratori dei servizi di pulizie e sanificazione, mensa, manutenzione, portineria, lavanderia, etc che operano nelle strutture sociosanitarie e nelle RSA.

Noi abbiamo verificato che ancora non tutti sono stati sottoposti a vaccinazione e che parimenti al personale diretto, sono anche loro in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza pandemica e, anche loro hannoun rischio elevato di essere esposti al contagio da COVID19 e di trasmetterlo agli anziani, agli ospiti, alle persone vulnerabili ricoverate nei contesti sanitari e socio sanitarirsa etc.

La loro esclusione dalle vaccinazioni ha già creato non pochi problemi, infatti dalle notizie in nostro possesso, in queste ultime settimane c’è stata una struttura che si è trovata suo malgrado costretta ad affrontare il problema dei contagi tra gli operatori proprio in uno di questi settori e servizi.

Inoltre questa scelta a nostro giudizio rappresenta anche una grave difformità di trattamento tra lavoratori diretti e lavoratori in appalto, che è assolutamente inaccettabile in questa fase particolarmente delicata dove la non omogeneità di tutele può mettere a rischio gli standard di sicurezza e protezione dal contagio di tutto il sistema di prevenzione.

Vaccinare anche queste lavoratrici e lavoratoridei servizi, al pari del personale sanitario dipendente, aiuterà certamente a mantenere la resilienza nelle strutture socio sanitariersa.

RSA CGIL FP UIL FPL Fondazione Padre Alberto Mileno

Ferdinando CostanzoDaniele LeoneCamillo De Felice

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