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Su Chiauci mancano le condotte  dal potabilizzatore Arap ai serbatoi Sasi del Vastese

 

Le conferenze stampa – di cdx e csx – sull’avvenuto perfezionamento della autorizzazione al riempimento – fino ai 2/3 della capienza massima –  dell’invaso della diga di Chiauci, per un totale di 8 milioni di mc , sembrerebbero aver configurato la panacea con cui calmierare la probabile   arsura della prossima estate vastese .  Non è così, purtroppo!  

Le gioiose e contrapposte affermazioni degli amministratori regionali e comunali, finalizzate solo all’accredito dei relativi presunti meriti politico operativi, serviranno invece a poco se non si provvede urgentemente ad avviare  gli adempimenti conseguenti.

Occorre, infatti – anche se nessuno dei conferenzieri lo ha detto – aumentare la dotazione potabile del nostro territorio, estraendola dalle maggiori disponibilità idriche dell’invaso,  tramite il migliore utilizzo del potabilizzatore ARAP di San Salvo . Lo stesso deve essere,infatti, adeguato (senza farne uno nuovo a Casoli), e collegato con le condotte idriche della Sasi  , fino ai serbatoi di Montevecchio  ,  di Colle Pizzuto e di Sant’Antonio Abate , per poter  aggiungere acqua , durante la estate o durante le  possibili rotture del collettore principale  dell’acquedotto del Verde.

Tali condotte di collegamento non ci sono e quindi la maggiore acqua può, allo stato, servire solo Vasto e San Salvo Marina. La relativa costruzione va accelerata e vanno realizzati immediatamente la tubazione ed il pompaggio, secondo i programmi che devono essere conclusi prima possibile.

Ricordiamo che se gli amministratori vastesi ci avessero dato retta nel corso di questi anni e avessero seguito il nostro suggerimento, le condotte di collegamento sarebbero già disponibili e 70/80 litri secondo aggiuntivi si potrebbero veicolare verso i nostri serbatoi, spesso riforniti in maniera insufficiente. Bisogna quindi correre e farsi aiutare dai consiglieri regionali e dai parlamentari, a cui vanno chieste cose concrete, spiegando bene la situazione.

Poi sarà possibile occuparsi della gestione più ampia della Sasi – i cui dipendenti vanno ringraziati per l’impegno che ci mettono quotidianamente -,   senza dormire in attesa dell’esito incerto delle promesse ricevute, ma vigilando attentamente, sui tempi e sulla qualità delle procedure in corso o da promuovere.

Questo programma si può realizzare.

Nel frattempo l’Amministrazione venga in Consiglio Comunale a dire quello che ha fatto o che non ha potuto fare, senza dimenticare che la stagione estiva è alle porte e che i guai da insufficienza idrica del nostro territorio si potrebbero riproporre, aggravati dal persistente stato pandemico che rende ancor più indispensabile l’acqua potabile.

Il Nuovo Faro di Vasto  – Edmondo Laudazi

 

 

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