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Il Comitato dell’Oasi perde un pezzo, si è dimesso Filippo Menna

Perde un pezzo il Comitato di gestione della riserva di Punta Aderci. A distanza di poche ore dalla riunione dell’organismo – che avrebbe dovuto dare il proprio parere alla valutazione di incidenza ambientale (Vinca) per la realizzazione di una condotta interrata sottomarina (sealine) – si è dimesso Filippo Menna il quale, a quanto pare, si è limitato a comunicare la sua decisione, senza motivarla.

L’incontro, convocato dall’assessore alle politiche ambientali, Paola Cianci  è stato aggiornato a data da destinarsi, per consentire la sostituzione del componente dimissionario che, all’interno del Comitato di gestione, rappresentava le associazioni cittadine.

Le dimissioni di Menna sono arrivate a distanza di pochissime ore dalla riunione che avrebbe dovuto esaminare il progetto presentato dalla Ecofox, l’azienda di Punta Penna che produce biodiesel, e che è intenzionata a realizzare una condotta interrata sottomarina (sealine) lunga 1.350 metri per lo scarico degli olii vegetali. Il progetto ha già incassato il parere favorevole con prescrizioni del dirigente comunale Stefano Monteferrante il quale  ha evidenziato come l’intervento proposto dalla Ecofox “non determina una incidenza significativa sul sito oggetto di tutela”.

Contro l’intervento che ha ottenuto il via libera del Comune erano insorte Legambiente, Italia Nostra, Arci e  Wwf Zona Frentana e Costa Teatina che nel presentare le loro osservazioni avevano evidenziato carenze nello studio preliminare dell’ambiente marino e le interferenze con il Sic (sito di interesse comunitario) Punta Aderci-Punta della Lotta.

Nello specifico Legambiente  aveva rimarcato come nello studio presentato dalla società non venissero presi in considerazione i possibili impatti sull’ecosistema marino (flora e fauna), oltre al contrasto con il progetto Calliope, finanziato dalla Unione Europea, che ha come partner coordinatore la Regione Abruzzo e che prevede l’allargamento del Sic Punta Aderci-Punta della Lotta  “a riprova del valore di pregio dell’ambiente e del fondale marino”. Carenze nello studio ambientale preliminare dell’ambiente marino erano state rimarcate da Italia Nostra, Arci e Wwf Zona Frentana e Costa Teatina.

“Il parere del Comitato di gestione è determinante, come gli stessi giudici amministrativi hanno evidenziato nella sentenza sul cementificio”, commenta il presidente dell’Arci, Lino Salvatorelli, “ma è anche importante che su questi progetti, al di là degli aspetti tecnici o a quelli relativi alla procedura autorizzativa,  venga avviata una riflessione a 360 gradi sugli eventuali benefici e sui rischi per l’ambiente e per il turismo”.

Sul progetto della Ecofox era intervenuto anche il Forum civico ecologista, secondo il quale il progetto” oltre ad esporre a costanti pericoli quell’importante sito sottoposto a vincolo naturalistico, manca dei necessari studi sull’ambiente marino”.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

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