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A Vasto le scuole sono sempre più multietniche

Cresce la popolazione a Vasto e crescono anche gli stranieri che decidono di stabilire la loro residenza in città. Tante le coppie straniere che decidono di avere un figlio. Le scuole primarie e secondarie della città sono sempre più multietniche. A confermarlo sono i numeri. A Vasto risiedono 2.740 stranieri, 1.270 aschi, 1.470 donne. Gli stranieri sono soprattutto romeni e a seguire albanesi, nord africani , cinesi, sudamericani .

Stando al censimento e ai dati che abbiamo in municipio riguardanti le scuole pubbliche”, dice l’assessore alla Pubblica istruzione, Anna Bosco “fino alle scuole medie, quindi primarie ed elementari su 3500 scolari ci sono 91 stranieri dell’Unione europea e 125 extra Unione europea. Come Amministrazione comunale ci siamo impegnati e continueremo a farlo per prevedere la figura del mediatore culturale che nelle scuole segue adeguatamente questi studenti. Una figura di supporto agli insegnanti soprattutto per garantire un buon inserimento all’inizio del percorso scolastico. La scuola è fondamentale nella nostra vita. A scuola si apprendono le nozioni, ma anche a socializzare e familiarizzare con l’ambiente che ci circonda”, continua la Bosco.

L’amministrazione vastese cerca anche di assistere i meno fortunati. “Coloro che hanno fasce di reddito basse godono dell’esenzione o ridotta compartecipazione al pagamento dei servizi alla persona“, spiega l’assessore Bosco. “Lavoriamo fianco a fianco con il mondo della scuola per sostenere l’educazione interculturale che è un arricchimento anche per i nostri ragazzi. Tante le iniziative”.

Con il Comune collaborano anche altri enti e associazioni. “Anche il Centro provinciale d’istruzione adulti che aveva prima sede nella scuola media Rossetti e da quest’anno è in via Spataro è un grande aiuto per gli stranieri. La frequenza dei giovani stranieri è alta e questo ci permette di arginare la dispersione scolastica. La pandemia ha rallentato i progetti ma non la voglia di ottenere risultati ancora migliori“, conclude Anna Bosco.

Paola Calvano

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