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Uccise la moglie a bastonate, Giannichi a processo

Rischia l’ergastolo Domenico Giannichi, l’operaio di 69 anni che il 30 novebre 2019 al culmine di una lite uccise la moglie Luisa Ciarelli, 65 anni. L’accusa è quella di omicidio volontario aggravato.

Il giudice Fabrizio Pasquale ha rigettato in toto le richieste del difensore Alberto Paone e ha deciso per il rinvio a giudizio del 69enne davanti alla Corte d’Assise di Lanciano. Il processo inizierà il 16 aprile.

Giannichi è rinchiuso nel carcere di Vasto dal giorno del delitto e mercoldì si è collegato con l’aula del tribunale via internet. Il suo difensore ha chiesto la ripetizione della perizia psichiatrica per provare l’incapacità di intendere e di volere del pensionato. Ha poi chiesto al giudice la riqualificazione dell’accusa da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Infine l’avvocato Paone ha chiesto la celebrazione del processo con rito abbreviato.

Il gup Fabrizio Pasquale ha però rigettato tutte le richieste della difesa basandosi sui risultati della prima perizia psichiatrica che acclarava la capacità di volere dell’imputato e sui risultati dell’esame autoptico che hanno raccontato la violenza dei colpi subiti dalla vittima.

Giannichi sarà dunque giudicato ad aprile a Lanciano dalla Corte d’Assise.

Giannichi uccise la moglie a bastonate in una scarpata a poche centinaia di metri dalla sua casa dopo un battibecco in auto.

Tanti i particolari ancora da chiarire nella drammatica vicenda .

L’ho colpita, poi ho cercato di salvarla. Ma è stato inutile”, dichiarò l’uomo subito dopo l’omicidio mentre si trovava ancora nella sua villa. Il pensionato ammise dunque subito di aver ucciso la moglie Luisa Ciarelli al culmine di una lite avvenuta in auto.

Il sostituto procuratore di Vasto Gabriella De Lucia, contestò all’uomo l’omicidio volontario aggravato dai “futili motivi” e “dall’aver agito contro la coniuge”.

L’avvocato Alberto Paone ha sempe descritto il suo assistito come confuso e “molto provato“. Quando venne raggiunto a casa dai carabinieri Giannichi parlava della moglie in terza persona come se fosse ancora viva. Secondo la difesa l’imputato al momento dell’omicidio non era pienamente in sé.

In paese lo descrivono come un uomo tranquillo, serio, preciso e stimato, ma presentava situazioni psicologiche accresciute dopo un intervento chirurgico cui era stato sottoposto per una patologia molto seria. Per questo l’avvocato durante l’udienza preliminare ha chiesto una nuova perizia psichiatrica.

La richiesta di rito abbreviato, invece è stata presentata perchè i coniugi quel giorno ebbero una colluttazione. Secondo il difensore del pensionato,  Giannichi (refertato per varie ecchimosi e lesioni, anche agli occhi), non è uscito con la moglie con l’idea di picchiarla e ucciderla ma il tragico epilogo sarebbe stato l’epilogo di una lite degenerata. Di diverso avviso le forze dell’ordine e i magistrati.

Paola Calvano

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