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Aggressione alle assistenti sociali, Francesca D’Atri: “I Comuni ci diano sicurezza”

“Non è più accettabile e tollerabile che gli assistenti sociali debbano continuare a lavorare in contesti non protetti e dove rischiano ogni giorno la propria incolumità“. Lo ha dichiarato Francesca D’Atri, presidente dell’Oras ordine degli assistenti sociali d’Abruzzo in una nota diffusa dopo l’aggressione avvenuta a San Salvo.

“Esprimo ancora una volta solidarietà all’assistente sociale vittima di violenza mentre faceva il proprio dovere con una collega psicologa. Si tratta di una forma di violenza professionale che purtroppo trova tolleranza in molti ambienti di lavoro“, prosegue la D’Atri che chiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le Istituzioni.

In questo difficile momento socio-economico, è doveroso che tutte le amministrazioni si impegnino realmente a prendere provvedimenti seri e realmente tutelanti per i professionisti e per i cittadini. Occorre che ci sia un’adeguata risposta da parte delle Istituzioni anche con un reale rafforzamento dei servizi sociali o che venga rispettato il parametro stabilito dalla legge di bilancio 2021 (che tra l’altro prevede agevolazioni per gli enti) della presenza di almeno un assistente sociale ogni 4.000 abitanti per evitare così che la rabbia delle persone che vivono situazioni di profondo disagio socio-ambientale si riversi sui professionisti del sociale”.

“Occorre – prosegue ancora il presidente dell’Oras – promuovere una cultura della professione dove gli assistenti sociali possano effettivamente lavorare in situazioni di sicurezza e adeguatezza (anche da un punto di vista numerico). E’ necessario e auspicabile che le Amministrazioni destinino le risorse economiche per il rafforzamento dei servizi sociali, assumendo assistenti sociali, per riuscire in tal modo a dotarsi di un sistema di servizi che possa realmente fronteggiare le situazioni problematiche”.

“L’Ordine”, fa sapere ancora la D’Atri “continuerà questa battaglia affinché le istituzioni mettano in atto tutte le misure adeguate per fronteggiare e prevenire adeguatamente situazioni di violenza. Proteggere il proprio personale significa tutelare le persone e i servizi ed è segno di assunzione di responsabilità da parte di chi cerca, nell’ambito del proprio mandato istituzionale, di debellare questa piaga sociale. Pertanto rivendichiamo nuovamente, come Ordine regionale, che le Istituzioni si assumano le proprie responsabilità e diano questa volta, un segnale forte”.

Francesca D’Atri sottolinea inoltre la necessità che le Amministrazioni, in quanto responsabili della sicurezza sul posto di lavoro dei propri dipendenti e collaboratori, adottino in tempi brevi i dispositivi minimi per garantire maggiore protezione e sicurezza, alla luce anche dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Paola Calvano

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