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San Salvo, la maggioranza: “In questi otto anni servizi sociali accresciuti e migliorati in quantità e qualità”

Marchese manca da non più di otto anni, ma ha già dimenticato molte cose. Per amore della verità ricordiamo che le case-famiglia non sono in nessun modo supportate dallo Stato. Sono i Comuni che pagano le rette per circa 80,00 € al giorno per mantenere i minori allontanati dalle famiglie (con provvedimenti del Tribunale dei Minori) nelle strutture ospitanti le case-famiglia.

La nostra Amministrazione ha chiuso un contenzioso di oltre 10 anni che l’amministrazione Marchese aveva aperto con il Comune di Cupello, che non aveva provveduto a pagare le rette dei minori residenti ricoverati presso la casa-famiglia.

Quindi non solo il bilancio del nostro Comune era stato messo a rischio da un contenzioso per il credito non pagato di oltre 900mila €, ma addirittura ha anticipato le rette del comune di Cupello per anni e anni. Cioè i sansalvesi pagavano per conto del vicino Comune.

Grazie alla nostra Amministrazione abbiamo messo in sicurezza il bilancio e chiuso anche ulteriori vertenze con altri Comuni che non procedevano al pagamento delle rette per la Comunità Alidoro.

All’epoca il datore di lavoro, nella persona del sindaco pro tempore Gabriele Marchese –  oggi paladino dei lavoratori  – addirittura utilizzava per loro i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, senza neppure uno straccio di contribuzione e senza alcuna garanzia di continuità del lavoro.

E non menzioniamo, per amor di Patria, gli scandali e le notizie poco edificanti che si diffusero in quegli anni circa la gestione della Comunità Alidoro.

Inoltre, nonostante il Comune avesse l’obbligo di procedere alle verifiche di vulnerabilità sismica già dal 2003, su quella struttura mai nulla fu fatto in tal senso.

E’ stata, dunque, questa la gestione pregressa della casa-famiglia ad opera del centrosinistra.

Vista la confusione precisiamo, che la casa-famiglia non è un servizio sociale del  Comune di San Salvo già dal 2010 quando il Comune nel 2010 (quindi in epoca antecedente alla nostra Amministrazione) mise a bando la sola concessione del servizio mentre la cura dell’immobile restava a carico dell’Ente Locale, pertanto del tutto estraneo alla gestione del servizio.

Pertanto questi furono i momenti di spogliazione del servizio risalente quindi ai tempi del governo di centrosinistra.

Il Comune di San Salvo se ne lavò le mani.

Tuttavia in questi anni abbiamo posto attenzione e cura verso i nostri ragazzi ospitati, ritrovandoci spesso, grazie al lavoro degli operatori, proprio come una famiglia.

Le criticità con i tanti che vedevano non di buon occhio i ragazzi della struttura, sono state vinte e, spesso, grazie al lavoro di maestre eccezionali  (vogliamo citare una per tutte la maestra Adriana) sono addirittura affiorati e affinati veri e propri talenti.

Abbiamo lavorato per gli affidi e per le adozioni grazie anche al nostro Segretariato sociale e spesso abbiamo duramente ricordato al gestore gli obblighi di buon andamento, sebbene il Comune fosse del tutto estraneo al rapporto ragazzo-gestore.

Abbiamo proceduto alla verifica sismica, come per legge e a seguito di richiesta della cooperativa Ambra, ed è emersa una criticità dell’edificio che ha imposto lo sgombero.  Misura necessaria, a meno che non si trovi qualcuno in grado di dire che fosse giusto far rischiare la vita a ragazzi e operatori (quindi cosa c’entra il Covid?)

Questo ha determinato un lungo lavoro di pressione sulla Cooperativa Ambra affinché reperisse un altro immobile, preoccupati come eravamo delle sorti dei lavoratori.

La cooperativa Ambra alla data odierna non ha ritenuto di procedere oltre in questa ricerca e, essendo venuti meno anche i minori ricoverati in struttura (ne erano rimasti 3 su 14), ha disposto la cassa integrazione per i lavoratori sino al 30.03.2021.

Non è compito istituzionale del Comune, avendo perso il servizio già dal 2010, ma ci siamo mossi e ci muoveremo perché i lavoratori possano continuare a fare il loro lavoro, così come ci ha dato atto il sindacato.

Crediamo che ancora una volta il centrosinistra abbia non solo distrutto qualcosa di importante per la città e compromesso il bilancio cittadino, ma poi non riesca neppure a riconoscere quando le cose sono state ripristinate eliminando danni economici.

Questo lo disse all’allora sindaco Marchese anche il suo vicesindaco Luciano Cilli quando espresse una dura reprimenda sulla gestione dei servizi sociali a San Salvo proprio da parte del sindaco.

I fatti restano. Le parole volano.

Ed è un peccato che una parte del  centrosinistra continui a contraddistinguersi sole per le chiacchiere.

 

I Gruppi Consiliari di San Salvo Città Nuova – Lista Popolare – Per San Salvo

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