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Laudazi: “La grande sete del vastese un ulteriore anno dopo. Tutto come prima”

 

 

E’ passato un anno e la grande sete di tutti i cittadini vastesi sembra essere passata nel dimenticatoio. Ciò è intollerabile. Come è intollerabile che tutti gli amministratori  aspettino finanziamenti ministeriali  di milioni di euro che , ammesso che vengano concessi , non miglioreranno la situazione prima di molti anni, condannando – se va bene –  al declino irreversibile la nostra città , di cui – a chiacchiere , ma senza acqua –  si vorrebbe potenziare la offerta turistica.

A nostro parere è giunta l’ora che Sasi (gestore) ed Ersi (proprietario delle reti),  vengano supportate dalla supplenza di altri operatori, pubblici o privati , da trovare attraverso un bando pubblico ed un accordo di programma che consenta di adeguare i nostri impianti malridotti.

Per realizzare una tubazione  su terreni già asserviti con scavo, posa in opera del tubo e dei pozzetti  e successivo rinterro, potrebbero essere sufficienti 12 mesi di interventi quasi ordinari, da realizzare e da pagare successivamente  con una quota delle esose  tariffe già a carico dei cittadini  vastesi.

Nello stesso tempo si dovrà aumentare la dotazione potabile del nostro territorio, potenziando  – a costi effettivamente limitati – il potabilizzatore di San Salvo ( senza farne uno nuovo a Casoli ),  di proprietà consortile Arap, che potrà essere rifornito dalla maggiore acqua proveniente  dalla diga di Chiauci  il cui collaudo  sarà completato fino ai 2/3 della capacità massima  ed integrando le condotte consortili , fino ai serbatoi di Montevecchio  ,  di Colle Pizzuto e di Sant’Antonio Abate.

Contemporaneamente:

  • andrà messo in funzione il serbatoio esistente  a Ponte Moro, ancora non attivato, per evitare il rilancio sulla condotta premente  della acqua  da Monteodorisio verso il Medio vastese  ed aumentare la pressione di risalita,  consentendo un arrivo di maggiore acqua   verso i serbatoi di Vasto e di San Salvo ;
  • andranno ripulite e riattivate le sorgenti del Sinello per ridurre la dipendenza del Medio vastese dalle acque del Verde , in modo da aumentare la dotazione idrica verso la costa ;
  • andranno utilizzate le risorse ordinarie  del Bilancio Sasi per la riduzione delle perdite della rete distributiva  della Città del Vasto, anche nelle zone protette  .

Eseguiti questi interventi prioritari, ci si potrà occupare delle altre  problematiche della gestione più ampia  della Sasi  (ulteriori eventuali potabilizzatori, adeguamento delle sorgenti dell’Avello, attivazione della sorgente Surienze e dei pozzi di Taranta Peligna , di Acquaviva e di Palena, recupero dell’acquedotto Luci e delle numerose sorgenti minori, valorizzazione a fini non potabili e distribuzione  delle acque di recupero  dei depuratori industriali , etc).

Si tratta di una attività laboriosa e pluriennale da attivare, con  Sasi ed Ersi,   senza dormire sonni  tranquilli, in attesa dell’esito incerto delle vaghe ricevute promesse  , ma vigilando attentamente , giorno dopo giorno sui tempi e sulle procedure.

Questo programma si può realizzare.

Il Nuovo Faro si batterà per farlo  con il sostegno dei cittadini.

In attesa, il Sindaco di Vasto  e la sua sinistra amministrazione , che hanno recentemente regalato senza battere ciglio , le reti Ex Casmez alla Ersi ,  si decidano a controllare che  la quantità di acqua che ci viene erogata  dall’ acquedotto  del Verde , basti agli  oltre 43.000 vastesi .   Non dimentichino – ancora una volta – che la stagione estiva arriva e che i guai da insufficienza idrica del nostro territorio  si avvicinano , anche nel prossimo 2021.

Il Nuovo Faro di Vasto  – Edmondo Laudazi

 

 

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