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Civeta, c’è il rischio di una maxi multa

Rischia una maxi multa Cupello Ambiente, la società che ha in gestione la terza vasca del Civeta, il Consorzio pubblico che si occupa del Polo impiantistico di Valle Cena.  La decisione se applicare o meno la sanzione pecuniaria – che va da un minimo di 35mila ad un massimo di 100mila euro – spetta al Comitato Via regionale che il 22 Ottobre scorso aveva convocato una riunione che è stata poi rinviata, per mancanza del numero legale, al prossimo 5 novembre.

La speciale commissione presieduta da Domenico Longhi deve valutare se le modifiche apportate dalla Cupello Ambiente sono suscettibili di  sanzioni pecuniarie. Quello avviato in Regione è, in pratica, un procedimento amministrativo parallelo a quello giudiziario. Come si ricorderà la terza vasca gestita dalla Cupello Ambiente, posta sotto sequestro dai carabinieri del Noe il 20 marzo 2019,  è al centro di una inchiesta avviata dalla Procura di Vasto che verte sul conferimento, nel biennio 2017-2018, di 70mila tonnellate di rifiuti provenienti da altre regioni, in particolare da Lazio, Campania e Puglia.

Le indagini scattarono in seguito ad un corposo esposto presentato dalla Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa), lo stesso sodalizio che nei giorni scorsi è intervenuto inviando una serie di osservazioni al Comitato Via regionale che deve decidere se applicare o meno le sanzioni pecuniarie.

Per Massimo Pellegrini e Augusto De Sanctisla ricostruzione dei fatti prospettata dalla Cupello Ambiente e le relative valutazioni circa l’assenza di impatti rispetto alle difformità progettuali di quanto realizzato rispetto a quanto autorizzato nel 2013 è del tutto lacunosa”.

Il riferimento è non solo ai rifiuti smaltiti (“il progetto approvato nel 2013 prevedeva conferimenti esclusivamente dai comuni consorziati”), e al loro quantitativo, ma anche al loro impatto sulla durata della discarica e sulle emissioni in atmosfera, a causa del trasporto a maggiore distanza. Altra questione non affrontata, secondo la Soa,  riguarda gli smottamenti del terreno di risulta dello scavo dell’invaso accumulato attorno alla discarica, materiali che con le piogge sono arrivati addirittura sulla strada fondovalle Cena. Sta di fatto che l’invaso ad oggi è ancora chiuso,  nonostante il dissequestro deciso dal Tribunale nei mesi scorsi.

A rimettere in discussione la ripresa delle attività di conferimento era stato il servizio gestione rifiuti della giunta regionale che aveva chiesto alla Cupello ambiente di rimuovere una serie di criticità, tra cui la messa in sicurezza delle sponde oggetto di smottamento.   

Anna Bontempo (Il Centro)

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