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Abruzzo, la Lega diserta le commissioni per una riunione di partito, Paolucci e Marcozzi: “Un fatto gravissimo. Atteggiamento vergognoso e irresponsabile”

“Cominciano i lavori delle commissioni congiunte, ma la Lega fa saltare tutto. Ci sono tante emergenze da affrontare ma qui va così! Marsilio si svegli! E decida cosa fare!”. Queste le parole del Consigliere regionale e capogruppo del Pd, Silvio Paolucci all’inizio dei lavori delle commissioni e che conferma quanto aveva già anticipato. “Il braccio di ferro fra partiti nella maggioranza di centrodestra si fa ogni giorno più paradossale, tanto che domani la Lega convoca una riunione politica alla stessa ora della sedute congiunte delle commissioni per la sessione europea, a spregio degli appuntamenti istituzionali e della necessità di lavorare per la comunità”. Questo è quanto aveva sapere Paolucci.

“Alle 10 le Commissioni sono riunite in sessione europea e a quella stessa ora D’Eramo ha convocato il coordinamento politico. Diversi i punti all’ordine del giorno, dall’ultimo DPCM, alle nuove proposte di legge da presentare, ma soprattutto, evidentemente, la linea da tenere con gli alleati, visto il fuoco incrociato di queste settimane – sottolineava Paolucci – Una divisone crescente che tiene in ostaggio la Regione e che a livello istituzionale non si è mai visto, come se i problemi di questa confusa e conflittuale maggioranza fossero in testa persino all’agenda del governo locale. Temo, infatti, che questa riunione sia stata volutamente convocata in concomitanza con i lavori dell’Assemblea, per bloccarla, in attesa che Marsilio revochi le deleghe a Febbo: una Regione ostaggio della Giunta più lenta della storia”.

In merito è intervenuta anche il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi: “È un atteggiamento vergognoso e irresponsabile quello tenuto dagli esponenti regionali della Lega in Abruzzo, che hanno scelto di anteporre gli interessi di partito al lavoro urgente, da portare a conclusione in Consiglio regionale, per dare sostegno ai cittadini. La decisione di disertare le sedute delle Commissioni di questa mattina, impedendone il regolare svolgimento, per prendere parte a una non meglio precisata riunione interna, più che un attacco agli alleati (o forse è meglio dire ormai ex alleati) di centrodestra, è uno sgarbo ai cittadini. In questo momento di grave crisi economica e sanitaria a seguito della pandemia da Covid-19, gli abruzzesi finiscono per essere vittime incolpevoli di un illogico gioco di potere, venendo lasciati sempre in secondo piano davanti ai litigi continui di questo centrodestra ormai allo sbaraglio”.
“L’unica certezza – prosegue la Marcozzi – è che ancora una volta i Consiglieri regionali e gli Assessori del Carroccio, molto ben stipendiati con i soldi pubblici, non si sono fatti problemi a svilire quelle stesse Istituzioni che hanno il dovere di difendere e rappresentare con onore, preferendo invece rispondere alla chiamata del Coordinatore Luigi D’Eramo e agli interessi di bottega. Mai come in questo momento di emergenza, perdere anche un solo minuto di lavoro all’interno del Consiglio regionale è un errore gravissimo, soprattutto a seguito del rallentamento dei lavori per alcune positività al Covid emerse nella scorsa settimana. Ma, evidentemente, la Lega sembra vivere in un mondo parallelo in cui è più urgente fare una riunione di partito che prendere parte alle Commissioni per dare sostegno concreto al tessuto economico regionale”.
“Tra i corridoi si vocifera di un ricatto della Lega in attesa della rimozione dal ruolo di assessore del “traditore” Mauro Febbo. Insomma l’Abruzzo è paralizzato per giochi di poltrone. Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto del fatto che, a quanto pare, il Presidente Marsilio e tutta la maggioranza siano ostaggio dell’umore di una singola forza politica, e questa non è una cosa accettabile. Ad ogni modo i cittadini adesso potranno farsi un’idea chiara di cosa sia il partito di Salvini a livello territoriale, soprattutto in Abruzzo, perché questi comportamenti valgono molto più di mesi di propaganda al grido di ‘Prima gli abruzzesi’. Gli slogan passano, le scelte restano. E ormai ci sono pochi dubbi su quali siano le loro vere priorità”, conclude.

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