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Le imprese ripartono dopo l’emergenza Covid

Cominciano a diradarsi gli effetti negativi del Covid sulle imprese. Cauto l’ottimismo dell’AssoVasto, l’associazione industriale del Vastese. “I segnali di ripresa ci sono”, fa sapere Giuseppe La Rana, direttore dell’ssoVasto. Dal canto suo Pietro Marino, responsabile dell’agenzia marittima vastese (AGM), sulla base dei movimenti portuali è d’accordo con La Rana. E Paolo Primavera, presidente provinciale di Confindustria, non nega i segnali di ripresa ma bacchetta gli enti pubblici. “Basta smart working. Gli interlocutori pubblici sono spariti, per le imprese è un danno”, sottolinea.

Gli effetti del coronavirus hanno influito su produzione, ordini e fatturato delle imprese vastesi nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, ma la voglia di ripresa trapela comunque nel terzo trimestre.

“I segnali di ripresa ci sono”, conferma La Rana.“La maggioranza degli imprenditori non prevede cassa integrazione. Va bene il comparto manifatturiero e metalmeccanico e alcuni settori come l’edilizia e l’artigianato, che erano rimasti bloccati, confidano in un futuro migliore. Grandi le aspettative nel Recovery fund e negli Eco bonus 110%. Tante le aziende che hanno lavorato ad agosto”.

I nuovi contagi da Covid-19 preoccupano ma non fermano le attività. “Le aziende”, continua La Rana “hanno raddoppiato i controlli. I dipendenti del settore privato saranno sottoposti a continui controlli . La produzione andrà avanti “.

Positivo anche il giudizio degli operatori portuali. Grazie a colossi come la Sevel, l’attività del bacino di Punta Penna non risente della crisi.

“L’autunno“, dice Pietro Marino (AMV), “è sempre stato una stagione di lavoro e settembre 2020 non è stato diverso dal passato”.

Il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera invece è più cauto sulla ripresa anche se evidenzia il grande impegno delle aziende private. “Purtroppo”, aggiunge “il grande impegno dei privati, viene spesso intralciato dalla burocrazia. I rischi di contagio sono gli stessi nel pubblico e nel privato. E allora perchè il pubblico ai avvale ancora dello smart working? Gli enti pubblici contribuiscano alla ripresa tornando ad operare come prima. Sarà vantaggioso per tutti”, conclude Primavera.

Paola Calvano

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