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Si è celebrata a Vasto la giornata mondiale dell’Alzheimer

Ieri 21 settembre 2020 si è celebrata la giornata mondiale dell’Alzheimer.
Questa giornata vuole creare una coscienza pubblica sui gravissimi problemi provocati dalla malattia e ha il compito di riunire malati, familiari e associazioni Alzheimer con iniziative dedicate alla conoscenza e alla diffusione delle informazioni sulla malattia.

Anche a Vasto per festeggiare l’avvenimento si sono riuniti i componenti dell’Associazione Alzheimer Vasto Italia, alcuni pazienti alzheimer e i loro familiari in un luogo aperto (la villa comunale), causa il Covid 19 e insieme si è parlato del fatto che molti pazienti hanno risentito in modo significativo degli effetti del lockdown con i cambiamenti nella routine quotidiana dovuti alla riduzione di stimoli emotivi e all’isolamento.

L’Alzheimer è una malattia subdola che entra silenziosamente nella vita delle persone per sconvolgerla completamente, porta inizialmente sintomi quali deficit di memoria (soprattutto per fatti recenti) e successivamente disturbi del linguaggio, perdita di orientamento spaziale e temporale, progressiva perdita di autonomia nelle funzioni della vita quotidiana.

A tali deficit spesso si associano problemi psicologici e comportamentali come depressione, incontinenza emotiva, deliri, agitazione, vagabondaggio che rendono necessario un costante accudimento del paziente con un grosso peso per i familiari che svolgono un ruolo importantissimo. Ecco perché oggi l’Alzheimer viene considerata una malattia sociale perché non coinvolge solo l’individuo malato ma anche la rete sociale in cui è inserito. Le famiglie sono profondamente coinvolte nel processo di cura e di assistenza e si trovano ad affrontare enormi stress fisici e psicologici per cui hanno bisogno di essere supportati nel difficile compito di assistenza ai loro cari.

Per far fronte a tali bisogni a Vasto esiste dal 2017 un’associazione AVI (Alzheimer Vasto Italia) che tra i suoi compiti prioritari ha quello di mantenere un equilibrio con i malati e i familiari.
L’Associazione AVI, prima ancora del suo insediamento ha istituito il Caffè Alzheimer che nasce come uno spazio informale ed accogliente creato all’interno dei servizi sociali e rivolto a persone affette da Alzheimer e altre demenze e ai loro familiari.

E’ un luogo dove malati, familiari, caregivers e volontari possono incontrarsi, bere una bibita o un caffè insieme e, grazie al confronto con esperti del settore, ricevere informazioni e scambiarsi esperienze.

E’ stato strutturato in un incontro ogni quindici giorni.
Ogni incontro è suddiviso in:

  •  un primo momento di accoglienza, saluti, conoscenza, ritrovo;
  • un tempo in cui i malati e i familiari saranno separati per seguire due tipologie di attività
  • Per i malati le attività consistono in esercizi di stimolazione cognitiva, orientamento temporale, attività manipolative o motorie o ludiche o terapeutiche (arte, musica, danza), socializzazione;

Per i familiari e/o coloro che assistono i malati socializzazione, condivisione delle esperienze e delle emozioni nell’assistenza, ricerca di risposte ai problemi posti dalla malattia attraverso spazi di formazione e informazione, gestione dei momenti difficili, discussioni di gruppo e sostegno psicologico.

Su richiesta del familiare potrebbe essere messo a disposizione uno spazio di ascolto individuale.
Gli obiettivi che l’Associazione AVI ha inteso realizzare con il caffè Alzheimer sono:

  1. fornire informazioni sugli aspetti medici e psicosociali della malattia;
  2. offrire la possibilità ai malati e ai familiari di parlare apertamente dei loro problemi;
  3. promuovere la socializzazione e prevenire l’isolamento delle persone malate e delle loro famiglie.

Le figure specialistiche che svolgono le attività nel caffè Alzheimer sono:

  • un medico specialista (geriatra) con esperienza di cura di malati di Alzheimer che conosca il territorio, i malati e le famiglie e si assuma anche il ruolo di coordinatore dell’esperienza;
    • due psicologi, uno in qualità di organizzatore delle attività per i familiari, fornendo sostegno psicologico e che si occupa della verifica dell’andamento del progetto e dei suoi esiti ed uno in qualità di organizzatore delle attività di riabilitazione cognitiva e delle attività da svolgere con i malati;
    • operatori qualificati del settore sociale che supportano le attività per i malati e i familiari;
    • volontari.

Di seguito si forniscono alcune delle informazioni che le figure professionali specialistiche cercano di trasmettere ai familiari negli incontri quindicinali per aiutarli nel gravoso compito di assistenza ai loro malati:
• Passeggiare: è un’occasione per stare all’aria aperta, fare esercizio fisico e vedere paesaggi diversi;
• Ballare: molti malati di demenza mantengono la capacità di ballare, apprezzano la musica e si divertono a rivivere antichi momenti di felicità;
• Ascoltare musica: può darsi che il malato ricordi le parole e gli piaccia accompagnarle con il canto;
• Leggere libri e giornali, o ascoltarne la lettura: anche se le storie sono già note al malato;
• Guardare videocassette di avvenimenti familiari importanti (matrimoni, anniversari, ecc.);
• Stare in compagnia (inclusi bambini e animali domestici): gli animali domestici possono rappresentare un conforto e qualcosa con cui parlare e giocare; un animale di peluche o una bambola può talvolta funzionare da sostituto;
• Fare giochi di società (tombola, domino, carte, ecc.)
• Dipingere: può rappresentare un’occasione per esprimere se stessi e comunicare;
• Guardare album di fotografie;
• Fare giardinaggio, anche piante da interni;
• Mettere in ordine oggetti (francobolli, fiori secchi, ritagli di riviste).

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